No Tav infuriati per il sì ufficiale dell’Italia. Oggi il corteo: rispetteranno il lutto delle forze dell’ordine?

sabato 27 luglio 10:59 - di Marta Lima

L’Italia ha inviato ieri in serata alla Ue la lettera con cui conferma l’intenzione di proseguire nella realizzazione della Torino-Lione. Nelle scorse settimane la Commissione europea aveva chiesto a Italia e Francia di chiarire le rispettive posizioni sull’opera. Proprio martedì scorso, durante una diretta Facebook, il premier Conte aveva reso nota l’intezione del governo di andare avanti con l’alta velocità: «Non realizzare il Tav – aveva affermato – costerebbe molto più che realizzarlo. E dico questo pensando all’interesse nazionale, che è l’uica ed esclusiva stella polare che guida e guiderà sempre questo governo. Questa è la posizione del governo ferma restando la piena sovranità e autonomia del Parlamento».

No Tav sul piede di guerra

La notizia della non è stata accolta bene a Venaus tra i partecipanti al Festival dell’alta felicità che alle 13.30 si ritroveranno al punto di informazioni per prendere parte al corteo contro la Tav, che si spera possa svolgersi in maniera pacifica anche alla luce del lutto che l’Arma, e tutte le forze delll’ordine, vivono per l’uccisione del vicebrigadiere Mario Rega Cerciello.

«I cinquestelle ci hanno voltato le spalle – spiega Laura D’Aniello, studentessa di Lingue, all’Adnkronos – avevano detto una cosa sulla Tav e ora ne fanno un’altra. Un atteggiamento vergognoso». «Ci sentiamo traditi – ribatte Giuliano Verdicchio, 28 anni, che per partecipare al Festival è arrivato ieri sera a Venaus con la fidanzata dalla Sicilia -. Io credo a questa battaglia perché degli amici mi hanno spiegato quanto è dannosa la Tav. E ho votato Cinquestelle pensando anche a questa situazione che dura da anni ma sono deluso perché alla fine per il Sud il Governo non fa niente, per la Tav ha fatto decidere a Salvini». Maria Padovano, invece, 45 anni, ha portato con sé anche sua figlia di 4 anni. «Sono venuta qui – spiega – perché la Tav non ci serve. La Val di Susa deve restare com’è, non ci interessano i soldi ma la Valle deve essere salvata e abbiamo capito che il Governo ha preso una posizione che non ci aspettavamo, quindi dobbiamo lottare ancora più di prima». Intanto, nell’accampamento che ieri sera si è riempito ancor di più di tende, sono spuntati anche dei cartelli che chiariscono il gelo dei partecipanti nei confronti dei Cinquestelle. «Non ci sono governi amici», recita uno dei cartelli.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 28 luglio 2019

    Rispettare il lutto dei carabinieri? Magari stanno pensando a come farne fuori qualcun’altro! In altri tempi si sarebbero cacati sotto al solo vedere una pattuglia in servizio. A che punto siamo arrivati!

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