Fratelli d’Italia: «Carola a Bruxelles? Ora basta, l’Europarlamento non è un centro sociale»

venerdì 12 luglio 16:32 - di Redazione

«La Commissione per le libertà civili, la giustizia, e gli affari interni del Parlamento europeo non può diventare un centro sociale occupato. La Commissione parlamentare è un organo istituzionale! In quanto tale è semplicemente folle che venga accolta la richiesta della sinistra di portare in audizione la Rackete». È il duro messaggio inviato dagli eurodeputati di Fratelli d’Italia Raffaele Fitto (co-presidente dei Conservatori europei), Carlo Fidanza (capodelegazione), Nicola Procaccini (membro della Commissione Libe), Raffaele Stancanelli e Pietro Fiocchi a commento della notizia di un possibile intervento della capitana tedesca della Sea Watch a Bruxelles.

Fratelli d’Italia da Bruxelles: Rackete non deve parlare

«A prescindere dalle valutazioni politiche (e la nostra è totalmente negativa), c’è un procedimento giudiziario in corso a carico della Rackete. Concederle il palcoscenico delle istituzioni europee, significherebbe forzare la mano dei giudici che stanno ancora valutando la legittimità del suo comportamento», incalzano gli europarlamentari di Fratelli d’Italia – come giustamente è stato fatto notare da altri colleghi, si tratta di una violenta offesa all’Italia, alle sue forze dell’ordine messe in pericolo dall’azione della Rackete, oltre che una violazione dei più elementari principi di legalità». Inoltre, fa notare la delegazione europea di FdI, «dopo pochi giorni dall’inizio di questa legislatura europea, appare già evidente come la democrazia e la legalità vengano quotidianamente calpestate proprio da quella sinistra che se ne riempie la bocca ad ogni intervento pubblico. Vorrà dire che ci batteremo noi per difenderle, nel Parlamento Europeo, ogni giorno e dovunque». La nota si concliude con un appello al governo italiano percheé «assuma presto una posizione ufficiale sulla faccenda, reagendo adeguatamente a questo affronto, evitando di barattare la dignità nazionale, con uno strapuntino in Commissione europea».

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