Fratelli d’Italia apprezza il no degli Esteri alle pretese di Vienna sull’Alto Adige

giovedì 11 luglio 15:31 - di Redazione

Sul tema del doppio passaporto italo-austriaco si registra la grande soddisfazione di Fratelli d’Italia per una manovra sventata. “Come riporta oggi il Secolo d’Italia è stata messa una parola definitiva alla provocazione del doppio passaporto italo-austriaco. Infatti, il Ministero degli Esteri rispondendo all’interrogazione che Fratelli d’Italia aveva presentato ha chiuso ogni assurda pretesa austriaca, esprimendo la piena contrarietà della nostra Nazione a tale ipotesi ed evidenziando che non si condividono i presupposti giuridici né si intravede l’opportunità politica di tale iniziativa. Da qui l’indisponibilità dell’Italia verso ogni forma e ogni livello di discussione sul tema e a sedersi ad alcun tavolo che abbia ad oggetto questa tematica. E’ una vittoria di Fratelli d’Italia che sulla questione del doppio passaporto aveva condotto una dura battaglia per la tutela dell’italianità, della nostra identità e dell’integrità nazionale. Grazie a noi del doppio passaporto non se ne parlerà più”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani (a sinistra nella foto).

Vince la comunità italiana

Interviene con una nota anche Alessandro Urzì, consigliere provinciale Alto Adige nel Cuore – Fratelli d’Italia (a destra nella foto).
“Il No secco del governo alla folle proposta austriaca di estendere la propria cittadinanza ai residenti in Alto Adige, ma solo se di lingua tedesca o ladina, è una vittoria per l’Alto Adige nel Cuore – Fratelli d’Italia e per tutta la comunità italiana che in questi anni ha sostenuto le nostre battaglie in difesa dell’identità italiana di questi territori. Sul doppio passaporto c’eravamo mossi direttamente a Vienna e a Roma, cercando un confronto istituzionale per far valere quelle stesse ragioni che oggi, finalmente, ci riconosce anche il governo italiano.
Vienna ora è avvisata che da parte italiana non c’è alcuna disponibilità ad aprire una trattativa riguardo al doppio passaporto. La risposta all’interrogazione presentata in Parlamento dai senatori di Fratelli d’Italia Ciriani, Rauti, Urso e Fazzolari non lascia spazio ad interpretazioni: “Il Governo italiano ha manifestato a più riprese alle autorità austriache la ferma contrarietà dell’Italia all’iniziativa della “doppia cittadinanza” per le minoranze linguistiche dell’Alto Adige”.

Fine dei sogni ostili

Gli esponenti di Fratelli d’Italia avevano trasferito all’attenzione del Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi la grande preoccupazione espressa da noi riguardo all’iniziativa unilaterale che Vienna, accendendo un pericoloso conflitto diplomatico, si accingeva ad intraprendere. Da parte nostra l’auspicio è che ora non si debba più sentire parlare di doppio passaporto, una tematica fuori dalla storia, un atto di revanscismo pericoloso per la tranquillità di questa terra. Il messaggio è anche rivolto a chi anche in Alto Adige culla sogni sempre ostili verso l’Italia e gli italiani, come si è visto con il recente voto per l’abolizione del Commissariato del governo. Al Governo, appunto, chiediamo che intervenga con la medesima fermezza che ha dimostrato sulla cittadinanza austriaca anche sul diritto alla Toponomastica italiana e sulla tutela delle istituzioni rappresentative dell’Unita nazionale in Alto Adige, come la Prefettura.
La Farnesina, si legge nella risposta all’interrogazione, ha investito della questione anche la Commissione europea, considerando la misura perseguita dal governo di Vienna difficilmente comprensibile, specie se si considera che austriaci e italiani già condividono la comune cittadinanza dell’Unione europea. Il Governo italiano ha sempre sottolineato come l’introduzione forzosa di una misura unilaterale così divisiva rischierebbe di minare l’autonomia altoatesino riconosciuta, a livello universale e in più occasioni formalmente anche da Vienna, come modello di convivenza tra gruppi linguistici diversi.
In parallelo l’ambasciatore italiano a Vienna ha puntualmente ribadito con le autorità austriache la posizione di fermezza a più riprese e in tutte le sedi opportune ed in ogni occasione in cui il progetto è stato evocato, sensibilizzando a vari livelli gli interlocutori a Vienna circa il rischio concreto di compromettere le relazioni bilaterali con l’Italia. Anche in ragione di tale chiara e risoluta opposizione il progetto perseguito non è stato formalizzato in un disegno di legge.

Commenti

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  • Giuseppe Malaisi 11 luglio 2019

    Purtroppo con l’accordo De Gasperi Gruber l’Italia ha rinunciato ad esercitare la sua sovranità sul Trentino Alto Adige ; tra il 1915 ed il 1918 sono morti 650.000 ragazzi e con la firma di quel patto è risultato che sono morti per niente !
    una vergogna che li fa rivoltare nelle tombe.
    Abbiamo tollerato, anzichè impiccarli, che i terroristi altoatesini nei primi anni ’60 mettessero le bombe ai tralicci della corrente.
    Gli passiamo un sacco di soldi per farli stare meglio di tutti gli altri italian ancora di e trovano ancora il modo di rompere i coglioni ?
    Basta è una vergogna !!!!

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