Segnali di vita su Marte? Il Rover trova gas metano ma la Nasa lo tiene segreto

sabato 22 giugno 19:03 - di Redazione
Il Rover della Nasa su Marte

Il Rover Curiosity della Nasa ha rilevato grandi quantità di gas metano su Marte e questo fa pensare agli scienziati dell’Agenzia spaziale statunitense che vi sia vita sul pianeta rosso.

Il gas, secondo gli studiosi della Nasa sarebbe un segno della presenza di microbi che vivono sul pianeta oggi poiché sulla Terra il metano viene solitamente prodotto da esseri viventi.
La vicenda è venuta alla luce mercoledì scorso quando il Rover Curiosity ha improvvisamente “annusato” il metano su Marte.
«Dato questo risultato sorprendente, abbiamo riorganizzato il fine settimana per eseguire un esperimento di follow-up», ha spiegato Ashwin R. Vasavada, lo scienziato del progetto che segue la missione al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, e che ha scritto al team scientifico.
E’ stato poi il Times a diffondere la clamorosa notizia, tenuta segreta dalla Nasa, al di fuori dell’ambiente scientifico

Lunedì prossimo si sapranno i risultati  delle nuove prove richieste al Curiosity dagli scienziati della missione che vogliono confrontare i dati finora ottenuti su Marte.

L’idea che hanno finora sviluppato gli scienziati è che se dovesse mai nascere vita su Marte, i suoi discendenti microbici avrebbero potuto migrare sottoterra e e lì resistere. Se il metano si trova nella sottile aria di Marte è significativo, poiché la luce solare e le reazioni chimiche spezzerebbero le molecole.
Il ragionamento che fa esultare gli scienziati è che qualsiasi metano rilevato ora su Marte deve essere stato rilasciato di recente.

Sulla Terra, i microbi – noti come metanogeni – prosperano in luoghi privi di ossigeno, come rocce sottoterra e i tratti digestivi degli animali. E liberano il metano come prodotto di scarto.
Tuttavia le reazioni geotermiche possono anch’esse generare metano.
È altrettanto possibile che il metano sia antico, rimasto intrappolato all’interno di Marte per milioni di anni. E che sfugga, a intermittenz, attraverso le fessure. Gli scienziati hanno rilevato, per la prima volta, tracce di metano su Marte un decennio e mezzo fa usando misurazioni da Mars Express, un’astronave orbitante costruita dall’Agenzia spaziale europea e tuttora in funzione. E, poi, anche dai telescopi terrestri.
Queste scoperte, tuttavia, erano al limite della capacità di rilevamento degli strumenti. E molti ricercatori pensavano che il metano potesse essere solo una lettura di dati errati.
Quando la Curiosity arrivò su Marte, nel 2012, cercò il metano. Ma non trovò nulla o quasi: meno di 1 parte per miliardo nell’atmosfera.
Nel 2013 la sorpresa: un picco, improvviso, fino a 7 parti per miliardo, almeno per un paio di mesi. Poi il metano è svanito.

La misurazione di questa settimana ha trovato 21 parti per miliardo di metano, tre volte il picco del 2013.

Il gas sembra cambiare, ciclicamente, con le stagioni del pianeta rosso.
Marco Giuranna, scienziato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica in Italia, che guida le misurazioni del metano di Mars Express, ha confermato la vicenda spiegando, però, che il risultato è preliminare e che altri risultati arriveranno la prossima settimana.

 

 

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