Sbloccacantieri, s’inasprisce lo scontro tra Toninelli e Salvini: e sul Dl è stallo in Parlamento

martedì 4 giugno 11:06 - di Redazione

Dopo le dimissioni messe sul tavolo dal premier Conte e l‘ultimatum di Salvini arrivato poco fa via radio, l’ultimo intoppo del governo è sullo Sbloccantieri. E se la Lega si dice indisponibile a passi indietro rispetto alla sua posizione, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il titolare del dicastero, Danilo Toninelli, non fa sconti a Salvini e, replicando a sua volta al leader del Carroccio dai microfoni di 24Mattino, condotto da Maria Latella e Oscar Giannino, fa sapere che «l’emendamento della Lega che prevede la sospensione del codice degli appalti per due anni non sta giuridicamente in piedi, butta al mare mesi di lavoro, è contestato da tutti. Ci fa dubitare e pensare che sia un pretesto per rompere l’alleanza di governo».

Sbloccantieri, Toninelli si difende attaccando Salvini

E ancora: «Abbiamo lavorato mesi sullo sblocca cantieri – prosegue Toninelli – poi qualche giorno fa il premier Conte lo ha blindato e la mattina dopo arriva l’emendamento della Lega che è insostenibile, una stupidaggine. Salvini per un anno è stato leale – dice ancora Toninelli – ma ricordi che il consenso va e viene, mentre le azioni concrete e i buoni esempi rimangono. Lo sblocca cantieri serve a tutti. Vuole bloccare 25 miliardi di opere e bloccare milioni per le scuole? Salvini ricordi che il decreto è il giro di boa, oggi dobbiamo avere una risposta sulla lealtà dell’alleato di governo». E dopo il duro attacco, l’appello alla collaborazione arriva incredibilmente dal fronte del no per antonomasia: quello grillino. «Salvini venga al tavolo tecnico, la campagna elettorale è finita… Nelle parole dice che vuole andare avanti, nei fatti con questo emendamento sta facendo la cosa opposta – conclude Toninelli –. Questo è il più grande “no” in un anno di governo».

E al Senato slitta l’esame del Dl: ci sono dei nodi ancora da sciogliere

Nel frattempo, l’esame del dl sblocca cantieri slitta al Senato. Il Capogruppo del M5S, Stefano Patuanelli, lo chiede in apertura della seduta dell’Aula. «La Commissione Bilancio non ha completato il suo lavoro – ha spiegato Patuanelli –. Ci sono dei nodi ancora da sciogliere. Quindi chiedo la sospensione della seduta e chiedo la convocazione per domani alle 9.30». Al Pd di Zingaretti non pare vero di poter sottolineare in rosso lo scontro al vertice sullo Sbloccantieri e uno dei suoi senatori, Dario Parrini, su Twitter commenta: «Il “mal governo del cambiamento” in tre numeri: 203, 469, 526. 203 i cantieri di opere pubbliche bloccati. 469, su 526 che potevano farlo, i comuni costretti dai tagli ad aumentare l’addizionale Irpef»…

 

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