Roma, colpiscono un’anziana sull’autobus alla Magliana e fuggono nel campo rom

sabato 1 giugno 10:20 - di Paolo Sturaro

Ancora atti delinquenziali a Roma, ancora protagonisti in negativo i rom. Anzi, i baby borseggiatori rom. Una signora aveva da poco ritirato la pensione e aveva infilato tutto in borsa. Stava rincasando in autobus. Ma è stata derubata dai soliti noti, i ragazzini nomadi che spadroneggiano sui mezzi pubblici e nelle stazioni metropolitane. Quelli che – se colti in fragrante – non fanno neppure pochi giorni di galera. Le hanno strappato di mano la borsa non appena le porte dell’autobus si sono aperte e sono fuggiti di corsa. La donna ha urlato, l’autista ha cercato di intervenire. Tutto inutile, i baby rom sono riusciti a dileguarsi.  Come riporta il Messaggero, i due minorenni si erano infatti rifugiati nel campo rom di via Candoni, a pochi metri da dove è avvenuto il borseggio. Quando la polizia è entrata lì dentro alla ricerca dei borseggiatori, i due si erano già mescolati alle centinaia di inquilini che popolano la baraccopoli.

l campi rom, la rabbia della gente e dei comitati di quartiere

Sale la tensione. Scene viste quotidianamente, persone che urlano la loro rabbia, «non ne possiamo più», «bisogna intervenire, i campi rom sono la rovina della città». I comitati di quartiere della Capitale alzano ancora la voce. «A quando viene dato un termine a questo schifo che tutti i giorni oltraggia la nostra città?». La forte reazione è di Franco Pirina, del Caop Ponte di Nona. «Si pensa solo a dare la casa, a pagargli le utenze, acqua, luce, a fornire gratis il pulmini per mandare a scuola i minori, mentre questi invece sono impegnati a borseggiare, rubare e a fare tanto altro di illegale, si pensa solo a questo vero? Invece di tutelare la sicurezza dei cittadini romani, dei turisti da questa onda delinquenziale continua. Poi quando qualche cittadino, magari derubato più volte, perde la pazienza e reagisce, ecco che accade il finimondo e gli si dà del razzista fascista, razzista», conclude Franco Pirina.

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