Maradona e quelle voci che lo danno in preda all’Alzheimer: «Io non sto morendo!»

venerdì 21 Giugno 13:51 - di Mario Aldo Stilton

Lunga vita a Maradona! Il quale sceglie Istagram per dannare tutti quei dannati che lo danno oramai in preda alla demenza di Alzheimer. Che certo, per uno come lui, con tutte quelle burrascose storie di sesso e cocaina e pessime frequentazioni che l’inseguono e lo precedono da decenni, non dev’essere minimamente concepibile. Di tutto, ma non d’Alzheimer! E però, in quest’era social, pure el Pibe de oro deve regolarsi. Confrontarsi con chi lo segue e l’insegue. Anche con tutti coloro che si piccano di scribacchiare e commentare, per il solo sentito dire, l’ennesima disavventura o lo stato di salute del personaggio più o meno famoso. È la dura legge del web quella con cui l’ex campione argentino, e non solo lui, sta facendo i conti. La “notizia” corre su internet assai più veloce del vecchio venticello che propalava la calunnia. E la notizia, che notizia non è, lo dipinge come oramai finito, segnato: impossibilitato ad allenare né a vivere una vita normale. Un volgare chiacchiericcio che sarebbe stato da bar e che adesso è da tastiera. Con tanto di discussioni e commenti che ognuno si ritrova per giunta comodamente in tasca , senza neanche lo sforzo di dover chiedere. E così Diego Armando Maradona, regalo che Eupalla -il Dio di Gianni Brera!-, ha fatto a tutti gli innamorati del calcio giocato è, da settimane, dipinto come prossimo ad una fine tanto lenta quanto terribile. Con in più qualche giornale che abbocca e rilancia “l’indiscrezione”. Per completezza d’informazione. Cosicchè, rammentandone il fumantino carattere, la replica del Pibe è apparsa persino moderata. E, comunque, affidata ai social, a Istagram appunto!, tramite smartphone:”...Sento la gente parlare di Alzheimer, ma molti non sanno nemmeno cosa significhi la parola Alzheimer. Si tratta di una cosa terribile. Di Alzheimer si muore e io non sto morendo. Io non sto morendo!“. Lunga vita a Maradona!

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