Il caldo colpisce i giornalisti stalinisti che vogliono cacciare Feltri dall’Ordine

giovedì 20 giugno 12:04 - di Francesco Storace
Feltri

Se si vuole un motivo valido per abolire l’Ordine dei Giornalisti, ringraziamo il caldo di oggi. Due colleghi vogliono cacciare Vittorio Feltri dalla categoria, pretendono che non scriva più, e se potessero lo prenderebbero a martellate sulle dita. Motivo del cartellino rosso il giudizio sprezzante espresso su Andrea Camilleri.

Pro e contro Camilleri

Quelle parole – ‘terrone che ci ha rotto i coglioni’ – danno molto fastidio persino a me, che divido la mia vita da tempo tra Roma e la Sicilia. Ma sono un motivo per la censura?
Questa storia del politicamente corretto è molto peggio della frase di Feltri. Che poi i giornalisti Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi pretendano la sua cacciata dall’Ordine, è mille volte più grave. Perché un cronista risponde ad un altro cronista con un articolo e non con l’invocazione della censura. A meno che non si tema di soccombere nella sfida come spadaccini di carta.
Su Camilleri e la sua salute la penso in maniera esattamente opposta a Feltri, ma semmai lo scrivo e non mi priverei affatto del piacere di leggere i suoi articoli. Anche quando non li condivido.

Voglia di regime

E’ stalinismo con la stilografica, è pretesa del silenzio, è voglia di regime questo modo di procedere.
Ma quel che è più grave è la risposta del presidente dell’Ordine, Verna. Di fronte a due iscritti che mettono nero su bianco “o noi o Feltri”, non li invita ad accomodarsi, ma dà loro manforte. Non dice che le opinioni sono il sale dei giornalisti e del loro ordine, ma suggerisce l’attivazione di un procedimento disciplinare. “Non sospendetevi, per favore, ma firmate un pezzo di carta per il giudizio”, afferma sostanzialmente.
Poffarbacco, adesso Feltri si impaurisce e si cucina persino Carlo Verna, napoletano pure lui. Straordinario Vittorio: li prende in giro e loro fingono indignazione. Una recita. Si fanno chiamare giornalisti. Ma sembrano Calenda…

Commenti

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  • Sandro Cecconi 20 giugno 2019

    Storace, non riesco a comprendere dove possa essere l’offesa. Ho letto l’editoriale con attenzione e non vi è traccia di offesa alcuna. Il termine “terrore” è riferito al personaggio Montalbano e la rottura di balle anche al fratello dell’attore oltre al personaggio. Inoltre il termine terrone con cui quelli del nord Italia chiamano quelli del sud fa il pari con “polentoni” ossia il termine usato da quelli del sud per etichettare quelli del nord Italia.

    Oltre al caldo credo abbia influito ben altro di molto più grave.

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