Grasso (Anm) si dimette dalla corrente di Mi: «Come il Titanic, siamo finiti contro un iceberg»

lunedì 10 giugno 11:43 - di Redazione

«Sono giorni che cerco di convincere il mio gruppo a non suicidarsi e a seguire una condotta realista. Mi pare di vedere dei ballerini che ballano sul ponte mentre il Titanic va verso l’iceberg. Il mio cruccio è di non essere riuscito a far passare un principio che dovrebbe essere condiviso da tutti. Evidentemente sono un illuso». Lo afferma, in un’intervista a la Repubblica, il presidente dell’Anm Pasquale Grasso spiegando i motivi della sua decisione di lasciare Magistratura indipendente dopo la spaccatura per il voto con cui l’assemblea della corrente aveva chiesto ai tre consiglieri togati del Csm, che si sono autosospesi per gli effetti dell’inchiesta di Perugia, di tornare a svolgere la propria attività consiliare. Posizione in contrasto con quella assunta dallo stesso Grasso e dall’intero comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati che invece ai togati aveva chiesto le dimissioni.
Alla domanda sul perché si sia astenuto e non abbia votato contro il documento di Mi che chiedeva il reintegro dei colleghi, Grasso ha risposto: «Mi dicono che generalmente al Csm l’interfaccia con i politici non è una novità, ma il punto qui è che Lotti non è solo un politico, ma un politico inquisito. Non so se si sia trattato di distrazione o di altro. So però che tanti colleghi in Italia sono arrabbiati. Ma in questo momento un processo non si può fare». Riguardo alla sua astensione Grasso ha aggiunto: «La stampa è un cardine della democrazia, ma sarebbe sbagliato dimettersi sulla base di notizie date solo dalla stampa. Voglio fissare un principio di equilibrio, di buon senso, di giustizia, non emettere delle sentenze». Grasso ha sottolineato: «Chi ha tenuto condotte non corrette deve dimettersi. Ma io faccio il giudice e voglio vedere le prove. L’impasse è terribile, con un vulnus enorme per l’istituzione. Il rigore vorrebbe che restassero fino all’accertamento disciplinare, ma ciò crea ugualmente un vulnus nell’immagine, quindi eroicamente, da uomini delle istituzioni, bisogna decidere di fare un passo indietro seppure si fosse immacolati».

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