Con i rifiuti la Raggi sta mettendo a rischio anche la salute dei romani

23 Giu 2019 11:06 - di Francesco Storace
rifiuti

Non se ne può più. Ormai Roma è invasa dai rifiuti, cassonetti stracolmi, immondizia sulle strade, rischi per la salute. Prima responsabile è Virginia Raggi, che non sa più di che cosa parla. Fa fotografare qualche “zozzone” che scarica materiale di risulta ma la sostanza non cambia. Roma è orribilmente deturpata da questa amministrazione inefficiente.

La fuga di Zingaretti

Certo, dalla sua la Sindaca ha un alibi: l’inefficienza nel servizio passa anche per la Regione. Nicola Zingaretti ormai si è dedicato al suo partito e se ne frega della regione, scaricando ogni responsabilità sul neo vicepresidente Leodori, che certo non può risolvere tutti i problemi insoluti lasciatigli in eredità dal titolare del negozio.

E così la regione Lazio continua a fregarsene del piano rifiuti, ogni tanto una seduta di commissione, qualcuna di consiglio alla Pisana, ma non succede nulla. E con un ambiente maleodorante devono farci i conti i cittadini della Capitale. Che spettacolo davvero immondo per i turisti.

Una legge Severino per gli incapaci

Amministratori così inefficienti – a partire dal Campidoglio – dovrebbero essere messi al bando per decine di anni. Ci vorrebbe una legge Severino pure per gli incapaci, per tenerli chiusi in casa a non fare più danni ai romani.

Certo, poi li sentiamo intonare le loro voce straziate su “quelli di prima” e ci chiediamo a che livello è scesa la politica. Roma ha bisogno di un sindaco e non di un’ochetta stonata che vuol sembrare Alice nel paese delle meraviglie. Tra lei e Nicola della regione non sappiamo più chi mandare al diavolo ogni mattina. Ma il panorama fa sempre più schifo e qualcuno dovrà finalmente pagare tanta ignobile inefficienza amministrativa.

Ci vuole dignità anche nel riconoscere di non essere all’altezza di proseguire nel mandato ricevuto. Scusarsi e fare fagotto per conclamata inutilità, che poi diventa danno vero persino per la salute dei cittadini. Basta!

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