Arrestato a Brescia un terrorista italo-marocchino: ha combattuto con Al Qaeda e Isis

venerdì 28 giugno 13:07 - di Redazione

Nato in Italia, radicalizzato in ambienti islamisti in Germania e poi al fronte, in Siria, arruolato prima dalle milizie di Al Qaeda e poi passato con quelle dell’Isis: il curriculum terroristico del 25enne italo.marocchino, arrestato questa mattina dalla polizia di Brescia, rispondeva a pieno ai requisiti del foreign fighter. E lui li ha dimostrati tutti.

Terrorismo, arrestato a Brescia un foreign fighter italo-marocchino

Dunque, è stato arrestato in queste ore dalla polizia di Brescia, il foreign fighter italo-marocchino, nei confronti del quale pende una misura cautelare in carcere emessa dal Gip di Brescia per il reato di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo. Come anticipato, nato in provincia di Brescia, nel 2013 si era unito in Siria prima alle milizie qaediste e poi a quelle dello Stato Islamico partendo dalla Germania, dove si era trasferito tempo addietro e dove aveva cominciato a frequentare ambienti islamisti che avevano contribuito a radicalizzarlo. Le indagini nei suoi confronti furono avviate già nel 2005 dalle Digos di Brescia e di Mantova, coordinate dalla Procura della Repubblica bresciana, sulla base di segnalazioni pervenute all’antiterrorismo della Polizia da parte delle autorità tedesche che avevano, tra l’altro, avviato indagini sulla moglie dell’italo-marocchino, di origine turca.

Sotto indagine anche la moglie turca che lo aveva raggiunto in Siria

Anche la giovane donna, in effetti, aveva raggiunto dopo pochi mesi il marito, dal quale ha avuto tre figli nati in Siria. L’arresto, fortemente sollecitato dalla Procura Distrettuale di Brescia e dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, è stato reso possibile da un’operazione di vasto respiro internazionale condotta in stretto raccordo operativo tra l’Fbi statunitense e la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, cui hanno contribuito l’Aise e il Ministero degli Esteri. Le autorità statunitensi, in particolare, hanno tenuto i contatti con le forze curdo-siriane cui il 25enne si era arreso nell’agosto 2018. Una primula rossa neutralizzata proprio oggi.

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