Turiste stuprate e decapitate in Marocco, c’è la prima confessione: “Sono pentito”

venerdì 31 maggio 17:28 - di Laura Ferrari

Avevano postato orgogliosamente in Rete il video che mostrava lo sgozzamento delle due turiste scandinave, stuprate e decapitate poco prima di Natale, durante una gita in Marocco. Gli assassini avevano persino mandato le immagini della “macellazione” ai genitori delle giovani. Un orrore firmato dai fanatici islamici affiliati all’Isis, ora sotto processo a Rabat. Tutta quella spavalderia, è svanita. Sei mesi dopo, i carnefici, ammorbiditi nelle carceri marocchine, cominciano a dare segni di pentimento.

Ha confessato, oggi, uno degli uomini arrestati per l’uccisione della 24enne Louisa Vesterager Jespersen, danese e della 28enne Maren Ueland, norvegese. Abdessamad Ejjoud, venditore ambulante di 25 anni e presunto capo della cellula terroristica, ha ammesso la propria colpevolezza davanti alla corte di Salé, vicino Rabat: «Ho decapitato una di loro, me ne pento», ha affermato senza specificare quale delle due ragazze.

Il processo degli imputati accusati dell’omicidio delle due turiste scandinave avvenuto nella regione di Imlil nel dicembre 2018 (provincia di El Haouz vicino Marrakech) riprenderà il 13 giugno. Lo annunciato a Salé, la Camera responsabile di casi di terrorismo della Corte d’appello. Nel contesto di questo processo iniziato il 2 maggio, gli imputati, tra cui un cittadino con doppia nazionalità svizzera e spagnola, sono perseguiti in particolare per “terrorismo”, “danno alla vita di persone con premeditazione” e “costituzione di una banda per preparare e commettere atti terroristici “.

Commenti

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  • Silvia Toresi 1 giugno 2019

    Ora il taglio della testa lo dovrebbero subire queste bestie!!!!

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