Roma al collasso tra rifiuti e campi rom. Rocca Cencia allo stremo, la Raggi dorme

mercoledì 15 maggio 10:26 - di Franco Bianchini

Si rischia il caos. Per l’ennesima volta Roma – già soffocata dai rifiuti – rischia di essere completamente travolta dall’immondizia. La sceneggiata è sempre la stessa, lo scaricabarile va avanti da tempo. La tecnica è da Ponzio Pilato, il me ne lavo le mani. La Raggi manda su facebook qualche video di uno zozzone (come se fosse il singolo a creare l’emergenza), i Cinquestelle si affidano alla propaganda, parlano genericamente di colpe del passato, come se non governassero loro da un bel po’ di anni e come se le decisioni sui vertici aziendali non le avessero prese loro. Stiamo alla vigilia del tracollo, manca davvero un pugno di giorni. Non si sa dove portare i rifiuti indifferenziati, 500 tonnellate che a fine maggio non potranno più essere smaltite nel Tmb (Trattamento meccanico biologico) a Malagrotta. Come riporta il Corriere della Sera, le due strutture – che hanno già ridotto dal 1° maggio la lavorazione di 200 tonnellate al giorno, hanno cumuli nelle vasche fino al soffitto.

Rocca Cencia, la rabbia della gente e la Raggi

Una situazione surreale. I due impianti di compostaggio (per lavorare scarti alimentari) proposti dall’Ama, hanno ricevuto lo stop del Comune. Il Tmb di Rocca Cencia ha raggiunto il punto di non ritorno: 3500 tonnellate di cumuli a fronte di 800. E tutto questo senza considerare le proteste dei residenti che vanno da Finocchio a Villaggio Prenestino, Castelverde e Lunghezza, costretti a respirare aria viziatissima. E tutti a chiedersi dove sia la Raggi, in quale stanza del Campidoglio si nasconda. La rabbia e l’ironia invadono il web e la sindaca viene “immortalata” come la Bella addormentata nel bosco.

La rabbia dei quartieri, tra immondizia, roghi e campi rom

Sono mesi e mesi che i residenti protestano e i comitati di quartiere alzano la voce. La presenza dei campi rom nel quadrante Est, i roghi e l’immondizia, l’emergenza è totale. Poche settimane fa la notte da incubo al Collatino, l’intero quartiere di Tor Sapienza sotto scacco. La rabbia dei residenti, l’accusa alla Raggi di essere «inesistente». «Siamo oggetto di una spavalderia delinquenziale da parte di un certo “popolo” che ancora qualche cretino di turno crede che possa integrarsi, per non parlare poi di chi istituzionalmente continua a mantenere questo “popolo” con i nostri soldi nel pagargli anche tutte le utenze ed altro», aveva detto Franco Pirina, “anima” del Caop Ponte di Nona. «Se le Istituzioni non sono in grado di risolvere questa vergogna infinita, diano ampia delega alla cittadinanza di risolverla. Qui si tratta di tutelare la salute nostra ma principalmente quella dei nostri bambini che non hanno il diritto che noi possiamo farli crescere in un letame del genere».

Commenti

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  • Antonio 18 maggio 2019

    La regione Lazio è proprietaria dei due Termovalorizzatori di Colleferro in compartecipazione del comune di Roma al 40% su uno dei due impianti, hanno speso milioni di euro per fare l’ammodernamento, poi fermano tutto per le proteste del sindaco di Colleferro, e mandano i rifiuti nei Termovalorizzatori delle altre regioni.

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