Roma, rifiuti e campi rom. L’urlo delle periferie: «Con la Raggi siamo finiti all’inferno»

giovedì 10 gennaio 10:42 - di Paolo Sturaro

«Qui ci sentiamo dimenticati». Per chi abita nelle periferie della Capitale va sempre peggio. Romani che sono stati dimenticati già quando protestavano per la presenza dei campi rom (anzi, additati come intolleranti dai buonisti della sinistra). Dimenticati quando evidenziavano i problemi dei centri di accoglienza (anche qui additati come intolleranti, sempre dai buonisti della sinistra). La situazione è degenerata, con la Raggi si è finiti nel burrone. A Tor Sapienza come a Pietralata i cumuli di spazzatura sono ancora in strada e per i residenti l’emergenza sembra senza fine. «Vivo a Pietralata da quarant’anni e una situazione come questa non me la ricordo – racconta all’Adnkronos una residente di via di Pietralata – nessuno ascolta le nostre richieste. Qui l’ultima vera pulizia del quartiere c’è stata per la visita del Papa, ormai qualche anno fa e non aggiungo altro…». In via di Pietralata, come in via Ramiro Fabiani, i rifiuti arrivano a rendere difficile il passaggio sui marciapiedi e i cassonetti, a tratti svuotati, sono circondati comunque dai sacchetti abbandonati a terra e mai raccolti. «È una vergogna, da Natale nulla è cambiato», dice un’altra residente indicando un cassonetto andato a fuoco e ancora in strada tra i resti dei rifiuti bruciati e lasciati sull’asfalto. Non va meglio nelle zone di Ponte di Nona, Castelverde, Villaggio Prenestino. Tra l’altro la situazione dei campi rom destra sempre più allarme, anche nelle zone del centro di Roma, dove esplode la rabbia in particolar modo nelle metro e sui mezzi pubblici.

La rabbia di chi vive nelle periferie

Diversa la situazione davanti alle scuole dove, dopo l’allarme lanciato dall’associazione dei presidi del Lazio, i cassonetti sono stati svuotati. Ma, come nel caso della scuola dell’infanzia Messi d’Oro basta spostarsi di qualche centinaia di metri in via Gemmellaro per ritrovare i sacchetti accumulati in strada. Stesso scenario anche nella zona di Tor Sapienza e Tor Cervara. «Qui hanno ripulito davanti alle scuole ma 300 metri più avanti la spazzatura è sempre lì, immobile – spiega un barista di via di Tor Sapienza – e di notte qui passeggiano i topi. Non credo che siamo stati mai messi così male». In Viale De Pisis, viale De Chirico come in via di Tor Cervara i cassonetti svuotati sono comunque circondati dai rifiuti. «All’inciviltà di chi butta la spazzatura fuori dal cassonetto si aggiunge la mancata raccolta dei sacchetti in strada – denuncia il dipendente di un’azienda di via di Tor Cervara – degrado che porta altro degrado. Finora purtroppo siamo rimasti inascoltati».

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