Prof sospesa, gli studenti aspettano Salvini con uno striscione. Ma lui non si fa vedere

giovedì 23 maggio 16:27 - di Redazione

Lo aspettavano con uno striscione rosso, ma non si è visto. “Salvini, noi siamo qui. Cosa dovevi dirci?” è la frase che campeggia davanti all’istituto Vittorio Emanuele III di Palermo, la scuola dove insegna Rosa Maria dell’Aria, la prof sospesa per due settimane dall’Ufficio provinciale scolastico per non aver vigilato su un video presentato dai suoi studenti nel quale accostavano leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza del vicepremier leghista. «Dopo i proclami dei giorni scorsi, in cui il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha annunciato che avrebbe incontrato gli studenti, non si presenta all’appuntamento». Protesta  Alessandro Tuti, rappresentante d’istituto dell’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, che si dice deluso dal forfait.

Dopo la tempesta di polemiche con la difesa a oltranza dell’insegnante da parte della sinistra, con tanto di Teache-day, il ministro Salvini, insieme con il collega dell’Istruzione Bussetti, si erano detti disponibili a incontrare la docente (probabilmente oggi pomeriggio), Ma agli studenti non basta e protestano perché l’inquilino del Viminale avrebbe “dato buca”. «È  la conferma di quello che era solo una supposizione, cioè che il ministro Salvini ha fatto una promessa senza di fatto mantenerla, esclusivamente perché è  in campagna elettorale – va all’attacco il rappresentane degli studenti – i ragazzi del Vittorio Emanuele III erano aperti e pronti al dialogo, perché il diritto di parola a noi negato, attraverso il provvedimento alla Professoressa Dell’Aria, noi lo riconosciamo a chiunque. Stamattina eravamo davanti alla nostra scuola con un messaggio scritto su uno striscione: “Salvini noi siamo qua, cosa dovevi dirci?!”, eppure,  sebbene ci hanno detto a più riprese che il ministro sarebbe arrivato, non abbiamo visto nessuno. Siamo profondamente delusi dall’operato di un adulto che rappresenta le Istituzioni ai più alti vertici e gli chiediamo: che esempio ci stai dando?».

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