Lo scandalo Pd in Umbria finisce in farsa: la Marini si salva per un voto. Il suo

18 Mag 2019 16:01 - di Davide Ventola

 

Le dimissioni di Catiuscia Marini, sotto il peso dello scandalo per l’inchiesta sulla sanità? Quelli del Pd stavano scherzando. La governatrice resta saldamente incollata alla poltrona. Addirittura l’esponente dem ha è votato contro le sue stesse dimissioni. «Il mio è un voto tecnico – ha specificato la Marini – per partecipare alla discussione». L’undicesimo voto, decisivo, è stato proprio quello della presidente. La Marini nel suo lungo intervento ha quindi annunciato di volersi prendere 15 giorni per decidere se confermare o meno le dimissioni. Dallo scandalo alla farsa in poche battute.

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto le dimissioni della presidente della Regione presentate in seguito all’indagine sui concorsi all’ospedale di Perugia. Lo ha fatto approvando con 11 voti favorevoli e otto contrari sulla mozione della maggioranza che chiedeva a Marini a recedere dal suo atto. La Marini, che ha preso la parola in aula, non ha ancora deciso se confermare o meno le dimissioni. La governatrice ha preso tempo. E intanto resta incollata alla poltrona. Passa quindi la mozione presentata dai capigruppo della maggioranza (Chiacchieroni-Pd, Rometti-SeR, Solinas-Articolo 1/MdP, Brega Misto-Liberi e Forti) con cui invitano la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, “a recedere dalle dimissioni ai sensi dell’articolo 64, comma 3 dello Statuto regionale”.

Il centrosinistra approva grazie al voto della stessa Marini, Leonelli, che si è dissociato dalla posizione del Pd di andare avanti, non ha votato:  «Il mio è un voto tecnico – ha detto la Marini – per partecipare alla discussione». E anche: «Il presidente di una Regione non può essere sottoposto a nessun tipo di ricatto. Deve avere tutta l’autonomia e la serenità di fare una riflessione esclusivamente politica. Non c’è un game over che nasce dal farsi da parte del presidente della Regione, lo dico alla maggioranza e lo dico al Partito Democratico».

FdI: “Si deve andare al voto subito”

“Non ci sono più le condizioni per andare avanti” nella legislatura della Regione Umbria. Lo ha detto Marco Squarta, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea legislativa dell’Umbria intervenendo nel dibattito sulle dimissioni della presidente Catiuscia Marini. “Si deve andare al voto” ha sottolineato.  “Non esiste una maggioranza forte e credibile – ha sottolineato Squarta – che possa affrontare temi sui quali gli umbri non possono più aspettare”. L’esponente di FdI è andato oltre la questione della sanità, criticando le politiche della giunta nel suo complesso. Sull’inchiesta ha sottolineato che quanto è trapelato sino ad ora è “…allarmante e preoccupante”. Squarta ha anche sottolineato la mancanza di approvazione del piano sanitario regionale. Duro il giudizio anche da parte di Claudio Ricci (Gruppo Misto) che ha bocciato le politiche del centrosinistra e sottolineato che la legislatura termina in maniera negativa.

Forza Italia: “Marini è già stata condannata politicamente”

L’indagine sui concorsi all’ospedale di Perugia “va al di là della valenza penale” perché da essa emerge una “condanna politica netta, severa e inappellabile” secondo il capogruppo di Forza Italia in assemblea legislativa Roberto Morroni. Lo ha detto intervenendo in Assemblea legislativa. Morroni ha parlato di un “potere arrogante che non ha fatto i conti con i segni di logoramento e stanchezza”. “L’Umbria ha bisogno di alternanza – ha aggiunto – ma attende da quest’aula un segnale per riannodare la fiducia. Le elezioni anticipate – ha detto Morroni – sono un segnale ineludibile per ridare fiducia e credibilità”.

Commenti

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  • Giuseppe Malaisi 19 Maggio 2019

    Come mai sullo scandalo sanità dell’Umbria è calato un silenzio di tomba da parte dei giornali radical scic e delle loro TV ?
    La Magistratura si era forse sbagliata ?