L’ad della Rai: «Fazio è un grande talento televisivo». Scontro duro M5S-Lega

sabato 4 maggio 14:53 - di Sveva Ferri

«Stiamo vedendo, stiamo valutando». L’ad Rai Fabrizio Salini tira il freno a mano sull’affaire Fabio Fazio. E, rispetto alle indiscrezioni dei mesi scorsi che lo vedevano pronto a decurtargli il compenso d’oro, sembra molto meno risoluto. «Con Fabio Fazio stiamo valutando insieme diverse ipotesi. Tra due mesi presenteremo i palinsesti autunnali e abbiamo diverse ipotesi in campo che stiamo valutando insieme», ha ribadito Salini, precisando poi che «io comunque considero Fabio Fazio uno dei talenti televisivi in forza alla Rai. Stiamo vedendo, stiamo valutando».

Salvini: «Stipendio vergognoso, va tagliato»

Una ventina di giorni fa era uscita l’indiscrezione della cancellazione di Che tempo che fa dal palinsensto di Rai 1 della prossima stagione. Dunque, sembrava ormai imboccata la strada di un ridimensionamento del peso del conduttore sui canali della Tv di Stato, portato avanti prima di tutto nell’ottica della spending review sventolata dal governo giallo-verde. Ora però l’impressione è che quella non sia più una priorità. Almeno per qualcuno, visto che Matteo Salvini dopo le parole di Salini ha ribadito: «Non c’è niente da valutare, c’è semplicemente da tagliare uno stipendio milionario e vergognoso pagato dagli italiani».

La pax tra Fazio e Di Maio

Cosa succede, dunque? Con certezza non è dato saperlo, ma viene in aiuto il quadro politico. Non è un segreto, infatti, che negli ultimi tempi anche Fazio sia entrato nel gioco di contrapposizioni interne al governo, con una rinnovata simpatia da parte del M5s. Un cambio di passo che si è registrato quando tutto, ma proprio tutto, ha iniziato a diventare motivo di scontro tra Salvini e Di Maio. Così, mentre Salvini restava fermo sulla necessità di intervenire sui cachet milionari del conduttore, arrivando a rifiutare di andare in trasmissione da lui, Di Maio ben volentieri si accomodava in quel salotto tv, facendo sentire odore di nuove coperture politiche. Una circostanza che sarebbe coerente con la presa di posizione dell’ad Salini, la cui nomina ai vertici dell’azienda è stata fortemente voluta proprio dai pentastellati.

 

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