Decreto Sicurezza bis, Salvini passa all’incasso: via libera al prossimo Cdm

martedì 28 Maggio 18:52 - di Redazione
Immigrazione, Salvini passa all'incasso: via al Dl Sicurezza bis nel prossimo Cdm

Matteo Salvini passa all’incasso dopo il risultato delle elezioni europee che la Lega ha portato a casa con un solido 34,3 per cento. E prenota il prossimo Consiglio dei ministri per dare il via libera al cosiddetto Decreto Sicurezza bis. E’ il primo “avviso” agli alleati di governo che il vento è cambiato e che ora a tenere il bastone è la Lega.

Il Viminale, che annuncia di avere «diramato» il testo del Dl, chiede che «venga esaminato nel prossimo Consiglio dei Ministri» aggiungendo che sono stati «confermati gli obiettivi» poiché «la convinzione del ministero dell’Interno è che siano stati soddisfatti tutti gli interrogativi tecnici».

E, d’altra parte, era stato lo stesso Salvini nel primo pomeriggio, lasciando la Camera dei deputati, a rispondere così ai cronisti che gli chiedevano di eventuali  vertici di governo: «Conte l’ho sentito ieri, abbiamo detto di vederci. Lui oggi va fuori, a Bruxelles, io sono qui domani, dopodomani…Spero che il Consiglio dei Ministri venga convocato questa settimana. Eravamo rimasti in questo modo e il Dl sicurezza è pronto».

A chi lo interpella al riguardo, Giuseppe Conte replica: Salvini «ha sempre fatto parte della mia coalizione, fa parte sempre delle forze che sostengono il mio governo. Quindi perché mi dovrei sentire commissariato?»

I “ritocchi” che il Viminale ha apportato per far passare il Dl riguardano la pena della reclusione da uno a tre anni per chi nelle manifestazioni di piazza ostacola i pubblici ufficiali, testo emendato nella nuova versione così come anche il passaggio relativo al fatto che, nei reati contro i pubblici ufficiali, «l’offesa non può essere, altresì, ritenuta di particolare tenuità, nei casi di cui agli articoli 336 e 337, quando il reato è commesso nei confronti di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni».

Nel testo precedente, del 21 maggio, l’articolo 6 recitava che «chiunque nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, ostacola il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, mentre compie un atto di ufficio o di servizio, o coloro che richiesti gli prestano assistenza, utilizzando scudi o altri oggetti o materiali, anche imbrattanti o inquinanti, è punito con la reclusione da uno a tre anni». Ma, appunto, questo passaggio non c’è nella nuova versione.

Inoltre la parte relativa al potere di «limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale» prevede, ora, nella nuova versione che andrà al prossimo Consiglio dei ministri, il «concerto con il ministro della Difesa (la grillina Elisabetta Trenta, ndr) e con il ministro delle infrastrutture e dei  Trasporti (il grillino Toninelli, ndr)», diversamente da quanto disponeva la versione precedente del Dl Sicurezza bis che prevedeva che il Viminale informasse, dunque senza cercare il concerto, i due ministri.

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