Scontro Salvini-Trenta. La Russa: «Un governo così non può più durare»

mercoledì 17 aprile 14:10 - di Redazione

In disaccordo su tutti i temi caldi dell’agenda politica, duelli a distanza quotidiani, stop and go. L’ltimo scontro in ordine di tempo si è registrato tra Salvini e il ministro della Difesa Elisabetta Trenta e i capi delle forze armate per la direttiva sull’immigrazione firmata dal vicepremier leghista, che è stato accusato di ingerenza in questioni non di sua competenza per aver ordinato alle forze armate, dipendenti dal ministero della Difesa, di non far entrare nelle acque territoriali italiane le navi delle Ong con a bordo migranti provenienti dalla Libia.

Per Fratelli d’Italia è lo specchio di un governo logoro che dopo le europee è destinato al redde rationem. «La questione non è chi ha ragione tra Salvini o la ministra Trenta. Il problema è se può un governo avere, anche su una questione come questa, posizioni così differenti», commenta Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa del governo Berlusconi. «Può continuare ad esistere – si chiede il vicepresidente del Senato dopo il caso politico suscitato dalla direttiva di Salvini – un governo che non è neanche d’accordo sulle competenze di due ministri tra i più importanti come quello della Difesa e quello dell’Interno? A mio avviso la risposta è semplice: questo governo non può durare a lungo».

Prova a mettere una pezza il ministro degli Esteri minimizzando sulle frizioni all’interno del governo gialloverde. «È la dinamica che ci porta alle elezioni europee – ha commentato Enzo Moavero – quindi è fisiologico che i rapporti anche fra forze politiche alleate diventino più frizzanti». Anche sulla direttiva il titolare della Farnesina getta acqua sul fuoco: «L’importante è che tutte le componenti del Paese, che sono competenti a garantirne la sicurezza, agiscano e collaborino insieme. Esiste un governo, esiste una catena di collaborazione e di direzione nel governo, non vedrei queste cose in maniera troppo drammatica o divisiva, penso che siano anche facilmente ricomponibili, visto l’obiettivo comune”, ha concluso Moavero.

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