Scontro durissimo in FI. Carfagna a Toti: «Svegliati». E lui: «Facciamoci del male»

martedì 16 aprile 10:56 - di Paolo Sturaro

La tensione in Forza Italia è alta. I botta e risposta sono continui. Siamo al momento cruciale, bisogna scegliere. C’è l’incubo di Salvini, che ha divorato molti voti dell’elettorato azzurro. C’è l’incubo della Meloni, che avanza nei sondaggi e che si pone come punto di riferimento del polo che unisce sovranismo e conservatorismo. E le reazioni spesso sono scomposte, con le solite accuse di tradimento. L’obiettivo da colpire, però, è Giovanni Toti perché è lui che sta mettendo sul tappeto i nodi che i forzisti devono sciogliere. È possibile una scissione degli azzurri? «La nostra discussione interna -afferma Mara Carfagna in un’intervista a La Stampa– rientra nella fisiologia di un grande partito. E poi scissione da parte di chi? Toti mi pare averla già consumata e faccio gli auguri alla Meloni».

Immediata la replica di Toti: «Che bello leggere la rassegna stampa guardando i tetti di Roma. E scoprire i sogni dell’amica Carfagna: che Toti se ne vada da Forza Italia e dirigenti nominati. Magari lei, no? Continuiamo così, facciamoci del male», scrive su twitter il presidente della Regione Liguria. Controreplica della Carfagna, sempre su Twitter: «Dai Giovanni, forza! Svegliati, posa il bicchiere di caffè e vai oltre il titolo. Ce la puoi fare!».

Carfagna contro Salvini: «Il centrodestra è un’altra cosa»

Ma non solo. Sempre nell’intervista a La Stampa, la vicepresidente azzurra va giù duro: «Salvini leader? Lui è stato abile a portare la Lega dal 4 al 30%, ma il centrodestra è un’altra cosa. Le leadership non si costruiscono e né si archiviano in laboratorio. Berlusconi è stato confermato leader da milioni di elettori. Noi non dobbiamo inventare piattaforme on line né organizzare primarie. Dobbiamo avere – avverte Carfagna – una linea chiara e definita: siamo il partito delle opere pubbliche e di un welfare non assistenziale. Certo, Berlusconi non può fare tutto da solo, il partito non può pesare sulle sue spalle: c’è bisogno di una struttura, organismi che si assumono responsabilità della linea politica, scelte sul territorio. E gli staff non li sostituiscono. Lo dicono in tanti in giro per l’Italia».

Toti: non so se FI supererà il 10%

Forza Italia supererà la cosiddetta quota di sopravvivenza del 10% alle europee? «Non lo so, questa quota è un’asticella messa dal dibattito quotidiano sulla stampa, ma io non credo, in tutta sincerità, che si possa essere felici di una prestazione sopra il 10%…», afferma Giovanni Toti. «Penso che il cosiddetto polo dei moderati, liberali, riformisti e cattolici, ovvero tutto quel mondo che ai tempi d’oro del Pdl è riuscito ad avere oltre 13 milioni di voti – assicura il governatore ligure – oggi abbia una rappresentanza politica assolutamente sottodimensionata rispetto al Paese che rappresenta e che ci sia molto da lavorare per ridare salute proprio a questa parte politica». Toti ribadisce tutte le sue critiche nei confronti della classe dirigente azzurra ma stavolta usa toni meno duri e vede la possibilità di un rilancio: «Che si stiano perdendo voti e classe dirigente non c’è dubbio, ma è altrettanto vero che si possa ricorrere ai ripari…’».

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