«Reparto spacchettato per fare posto a un altro primario»: medici in rivolta al Grassi di Ostia

venerdì 19 aprile 16:14 - di Sveva Ferri

C’era un’Unità operativa complessa, ora ci sono due Unità semplici. C’era un primario, ora ce ne sono due. Succede all’Ospedale Grassi di Ostia, dove l’unità operativa complessa di “Anestesia e rianimazione”, considerata un’eccellenza, è stata spacchetta in “Anestesia”, assegnata solo alla sala operatoria, e “Rianimazione”, dedicata solo alle emergenze. Uno spezzatino che ha depotenziato l’una e l’altra branca, scontentato i medici che vi lavoravano, fatto lievitare i costi. E che, soprattutto, appare difficilmente spiegabile visto che le due unità viaggiano sempre accorpate, alimentando il sospetto – denunciano i sindacati – che tutto sia stato fatto solo per tirare fuori dal cilindro proprio quella seconda poltrona da primario.

I primari diventano due

A raccontare la vicenda è Il Messaggero, che riferisce come «tutto ha inizio nel 2014, con il pensionamento dell’allora primario». Il nuovo primario deve essere scelto con un concorso e nel frattempo si nomina un “facente funzioni”, il quale a sua volta partecipa al concorso arrivando secondo. Primo arriva un medico di fama ed esperienza, il professor Giorgio Della Rocca, che – per capirsi – fu nell’equipe che realizzò il primo trapianto di polmone in Italia. Un luminare. Che però, a concorso vinto, si ritrova a capo di una unità mozza: «Nel giro di pochi mesi – riferisce ancora Il Messaggero – la Asl (Rm 3, ndr) sdoppia l’Unità operativa complessa in due unità semplici, svuotando di fatto il reparto di funzioni e compiti». Ma a quel punto serve un altro primario e il medico che al concorso era arrivato secondo diventa a sua volta prima. Non senza che vi siano malumori tra i colleghi, preoccupati per i costi aumentati, l’efficienza menomata, l’eccellenza persa. E così dei 30 dottori specializzati che lavoravano in “Anestesia e Rianimazione” una quindicina ha chiesto il trasferimento. Anche perché, nel frattempo – è il seguito della denuncia – sono iniziati a fioccare i provvedimenti disciplinari: «Ben sei in lavorazione, nei confronti dei dissidenti», scrive Il Messaggero.

L’interrogazione di Fratelli d’Italia

Sul caso esiste anche un’interrogazione dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Chiara Colosimo e Fabrizio Ghera, che hanno deciso di portare alla Pisana una faccenda che appare poco chiara anche dal punto di vista dei passaggi formali con cui si è dipanata, «tra queste – si legge sul quotidiano romano – l’omissione di sottoporre la decisione del declassamento all’approvazione regionale con il decreto del commissario ad acta». «Il presidente Zingaretti svolga gli opportuni accertamenti», è la richiesta di Colosimo e Ghera, che finisce per girare il coltello nella piaga più dolente per il governatore e segretario Pd: quelle scelte disastrose che hanno condannato il Lazio ad avere la sanità peggiore d’Italia.

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