Sabato e domenica a Torino, Fdi comincia la partita della grande destra europea

lunedì 8 aprile 6:00 - di Francesco Storace

Come a un congresso. Con la carica tipica della vigilia di una grande manifestazione popolare. E’ una conferenza programmatica, ma l’appuntamento che Giorgia Meloni ha dato a Fratelli d’Italia per sabato e domenica prossimi è vissuto come un emozionante spartiacque tra ieri e oggi. Perché dal Lingotto di Torino partirà la cavalcata per le elezioni europee. Che tutti pronosticano con i colori del successo per il partito. Lo si percepisce girando l’Italia, Fdi ha ingranato la marcia giusta per il 26 maggio. Per cambiare tutto, come indica sui manifesti affissi in tutta Italia. Mercoledì ne sapremo di più alla conferenza stampa indetta per presentare l’evento di Torino.

La rotta del futuro

Quel che già si può intuire è il filo conduttore dei prossimi mesi. Se gli italiani recepiranno il messaggio di Giorgia Meloni, non sarà più tabù, come avviene con il governo Conte, parlare seriamente di riduzione fiscale. Aldilà delle parole, Salvini non ce la fa ad imporre ai suoi alleati la flat tax, necessaria a far ripartire l’Italia in direzione sviluppo. E non è casuale la scelta della location, perché è proprio Torino il cuore di una proposta all’Italia che rappresenti quella politica che crede negli investimenti infrastrutturali. Senza, si muore.
Si dice che ci sia soddisfazione per le politiche migratorie. Vero, anche se pare ci si tratti più di polemiche che di politiche. Perché se si vuole davvero puntare a sconfiggere gli scafisti e i trafficanti di uomini, c’è solo una cosa da fare. Che si chiama blocco navale. Riuscì a Romano Prodi in Albania, sembra impossibile per il governo Conte in Libia.
Poi, saranno i delegati e le conclusioni – domenica mattina – di Giorgia Meloni a indicare la rotta del futuro, secondo un programma di interventi e votazioni ben indicato nel dettaglio della conferenza.
Alla leader, ancora una volta, la responsabilità di condurre in porto la rete di alleanze per l’Europa di domani. Che già si presenta assolutamente chiara. Anche con interessanti contatti con la rete mondiale dei conservatori, a partire da quelli americani.

Torna la tradizione del grande partito

L’intesa con l’Ecr al Parlamento Europeo aprirà le porte ad una grande politica di reale cambiamento nel continente. Solo con il rafforzamento dell’asse sovranista e conservatore sarà possibile mettere finalmente all’angolo i socialisti e le loro ingerenze sui singoli Stati membri. Fratelli d’Italia potrà giocare una grande carta a partire dalla conferenza di Torino, rampa di lancio per la nuova Europa. Dal 26 maggio potranno cambiare gli assetti anche in Italia. E sarà questa la consapevolezza più grande che avranno i militanti che da tutta Italia raggiungeranno il Lingotto.
Mentre Salvini costruisce il suo partito grande, a destra torna la tradizione del grande partito. Sembra un gioco di parole ma la differenza sta tutta lì, nella storia che ci riguarda e non può essere abbandonata per un pugno di poltrone più facili. La sorte di un’Italia fiera del suo ruolo passa anche dalla convention del prossimo weekend, e dagli entusiasmi e dalle passione che si sarà in grado di trasmettere.
Poi, sarà la forza di ciascuno, in ogni singolo comune, a determinare la vittoria. Il clima già si avverte.

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