Roberto Fico trama e accelera per far approvare subito la legge sull’eutanasia

26 Apr 2019 14:51 - di Francesco Storace

Ricordate Verona? Speriamo che non la dimentichi Matteo Salvini.
Perché nel silenzio dei media Roberto Fico sta capitanando nell’ombra la battaglia per la legge sull’eutanasia.
A riaccendere l’attenzione sul tema la pubblicazione negli atti parlamentari di una proposta di legge da parte di cinque deputati di Leu. Il che non varrebbe neppure un briciolo di tempo, se non fosse per la strana velocità impressa alla proposta. Anche se non ancora assegnata alla commissione – è la numero 1655 – colpisce che sia stata depositata il 7 marzo e già pubblicata. Di solito ci vogliono mesi nei burocratici iter di Montecitorio per leggere lo stampato di una proposta.

Tra maggio e giugno la legge alla Camera

A fine settembre il Parlamento sarà chiamato a legiferare proprio sul fine vita dalla Corte costituzionale. E l’intenzione del blocco progressista è quella di arrivare proprio al bottino dell’eutanasia.
Un po’ di date: il 13 marzo scorso è stata Giulia Grillo, ministro della salute, a sollecitare una legge sul tema. E in commissione sanità della Camera sono state svolte varie audizioni sul tema, il “diritto a morire”. Il 17 aprile è stato proprio Fico a richiamare l’urgenza della decisione parlamentare. Risultato: tra maggio e giugno la Camera voterà. Un’altra tappa del cammino contro la sacralità della vita sta per essere compiuta.

Salvini avvisi Conte

Nella maggioranza di governo proprio i Cinquestelle sono sparati in favore della legge. Se nel frattempo il governo non sarà caduto, il rischio concreto di una maggioranza con la sinistra su una legge condivisa dai grillini c’è. Spetta alla Lega far capire a Conte che su una questione come questa non si scherza. Contratto o no, sarebbe intollerabile far passare alla chetichella una legge di tale portata. E’ quindi fondamentale che si attrezzino i parlamentari contrari all’eutanasia.
Ormai si sta relativizzando tutto, non c’è più alcuno schermo valoriale su cui ci siano certezze in Parlamento. La battaglia va fatta, anche a nome di tanti milioni di italiani che credono nel diritto a vivere più che a quello a morire.

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