Pedofilia, l’sos lanciato da don Di Noto e dall’Associazione Pro vita: più monitoraggio e inasprimento delle pene

giovedì 11 aprile 14:33 - di Redazione

Il Papa Emerito, Joseph Ratzinger, pubblica un lungo intervento sulla pedofilia e la deriva a cui la Chiesa non ha saputo sottrarsi dopo la rivoluzione del ’68: e il tema degli abusi sui minori torna al centro dell’attenzione mediatica in tutto il suo potenziale di orrore e sconcerto. Nel dibattito si inserisce allora anche con Don Fortunato Di Noto che, in veste di fondatore dell’Associazione Meter che si batte contro la pedofilia e la pedopornografia, e che al Congresso delle Famiglie a Verona ha denunciato la sempre crescente rete pedofila internazionale, ha lanciato l’sos sottolineando l’impellente necessità di «rafforzare le misure contro i sempre più diffusi abusi sui minori».

Pedofilia, l’sos lanciato da don Fortunato Di Noto e da Tony Brandi

Un sos, quello lanciato da Don Di Noto, che comincia con un dato a dir poco inquietante: «Solo nel dicembre del 2018, Meter onlus ha riscontrato 3.053.317 foto e 1.123.793 video di piccoli schiavi del desiderio di uomini e donne senza scrupoli». Una denuncia che rinnova l’allarme e a cui si aggiunge in queste ore un importante appello rivolto alle istituzioni: «Questi orrori vanno bloccati con misure esemplari – ha chiesto allora a gran voce il presidente di Pro Vita e Famiglia Toni Brandi – che ispirino anche altri Paesi a contrastare nel modo migliore gli atroci reati di pedofilia, pedopornografia, prostituzione minorile e relative istigazioni, propaganda e favoreggiamenti». Per questo, le Associazioni Pro Vita e Famiglia e Meter onlus invitano tutti i candidati alle prossime Elezioni Europee a prendere posizione e impegnarsi pubblicamente rispetto a proposte che vanno dalla possibilità di istituire normativamente l’obbligo, penalmente sanzionato, per i provider, non solo di essere vigili e di rimuovere contenuti criminali, ma di fornire alle forze di polizia tutti gli elementi utili alla individuazione dei soggetti dietro ai siti pedopornografici, alla richiesta che possano essere aggravate le pene previste nel codice penale per i reati di atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, pedopornografia, prostituzione minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, e istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia.

L’appello: più monitoraggio del fenomeno e inasprimento delle pene

E ancora, le Associazioni Pro Vita e Famiglia e Meter onlus chiedono anche di attuare un concreto potenziamento delle risorse e una progettazione continuativa – non sull’onda dell’emergenza – contro la pedofilia, la pedopornografia, la prostituzione minorile e il turismo sessuale, volto a sfruttare la prostituzione minorile, includendo progetti di tutela dei bambini a partire dalle scuole e un serio monitoraggio della pedofilia online da parte delle Istituzioni. Come pure, Don Di Noto e Tony Brando, a nome delle associazioni citate poco sopra, chiedono che l’Italia prenda l’iniziativa a livello europeo prima, e a livello mondiale presso l’Onu, poi, affinché tutti gli Stati si dotino di una comune legislazione in tema di repressione dei crimini di pedofilia, di pedopornografia, e della istigazione a questi reati sulla falsariga dell’art. 414 bis del c.p., e che venga potenziato il coordinamento delle forze di polizia per estirpare questo terribile male. Per il presidente di Pro Vita e Famiglia Toni Brandi che si pone al fianco della lotta di Don Fortunato Di Noto, infatti, «l’Italia con queste misure potrà diventare leader mondiale nella lotta contro l’abuso sui minori: ma serve subito un rinnovato sforzo politico».

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