Pedofilia, Ratzinger: il ’68 ha distrutto i valori e la Chiesa ha avuto un collasso morale

giovedì 11 aprile 10:24 - di Redazione

La ferita degli abusi sessuali sui minori, una piaga impossibile da cicatrizzare, per il Papa Emerito Joseph Ratzinger va cercata nella rivoluzione sessuale del 1968: una convinzione, la sua, spiegata e articolata in un testo pubblicato da alcune testate cattoliche conservatrici come Catholic News Agency, Catholic Herald che, nell’editare un nuovo testo inedito che Benedetto XVI ha scritto dopo il vertice di febbraio, voluto da Papa Francesco con i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo, torna a confermare quella che è la diagnosi di Ratzinger sul male che si è incistato negli anni, ribadendo una tesi già formulata dal Papa Emerito anni fa in una lettera indirizzata ai cattolici irlandesi. «La rivoluzione del ’68», scrive allora Ratzinger, ha portato alla «totale libertà sessuale, una libertà che non concedeva più alcuna norma».

Ratzinger sulla pedofilia: il collasso spirituale è cominciato nel ’68

Un concetto rilanciato con forza nell’affermazione secondo cui, come riportano tra gli altri il Corriere della sera e il sito del Tgcom 24 in queste ore, «il collasso mentale – per Benedetto XVI – era anche connesso ad una propensione alla violenza. È per questo che sugli aerei non sono stati più ammessi film di sesso, perché poteva esplodere la violenza tra la piccola comunità dei passeggeri. E poiché anche l’abbigliamento di quel tempo provocava aggressione, anche i presidi delle scuole hanno tentato di introdurre uniformi a scuola per facilitare un clima di apprendimento. Parte della fisionomia della rivoluzione del ’68 è stata che la pedofilia è stata diagnosticata come permessa e appropriata». Non solo: secondo Ratzinger, dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965) «la teologia morale cattolica ha sofferto un collasso che ha reso la Chiesa indifesa contro i cambiamenti nella società». Un collasso che è poi degenerato anche nel «collasso delle vocazioni sacerdotali», riguardo le quali, nel suo lungo testo, il Papa Emerito aggiunge: «Mi sono sempre chiesto come in questa situazione i giovani potessero andare verso il sacerdozio e accettarlo con tutte le sue conseguenze. Il diffuso collasso delle vocazioni sacerdotali in quegli anni e l’enorme numero di dimissioni dallo stato ecclesiastico furono una conseguenza di tutti questi processi».

La crisi morale della Chiesa e il collasso delle vocazioni sacerdotali

Un lungo testo, pregno di spunti e, al tempo stesso, ricco di conclusioni, rispetto al quale Ratzinger precisa di aver pubblicato queste “note” dopo aver sentito il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin e lo stesso Papa Francesco, stilando prima un quadro complessivo della società, e argomentando poi come «nei venti anni dal 1960 al 1980, i precedenti standard normativi relativi alla sessualità sono collassati interamente, ed è nata una nuova normativa che da quel momento è stata il soggetto di elaborati tentativi di spaccatura». Quindi, spiegando esegesi e conclusioni del suo lungo articolo, il Papa Emerito aggiunge anche – come riportato dal Corriere della sera in un suo contenuto online –: «Nella seconda parte sottolineo gli effetti di questa situazione sulla formazione dei preti e nelle vite dei preti. E nella terza parte vorrei sviluppare alcune prospettive per una risposta appropriata da parte della Chiesa». Poi, in conclusione, un doveroso e significativo ringraziamento a Papa Francesco.

 

 

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