Non bastavano “i selfie con le orecchie di coniglio”: l’Inps e il suo presidente ci ricascano

venerdì 19 aprile 17:54 - di Fulvio Carro

Proprio non ce la fa Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, a mantenere la calma. Dopo le polemiche per le rispostacce uscite sulla pagina Facebook con annesse scuse, è ricaduto nel nervosismo. Ha parlato del reddito di cittadinanza e soprattutto delle polemiche «che creano sconforto». In visita a Crotone, gli hanno fatto notare che i cittadini si lamentano perché hanno avuto solo 40 euro. «Girano tante falsità», ha detto Tridico. «Solo il 7 per cento di chi ha ottenuto il reddito di cittadinanza ha avuto tra i 40 e i 50 euro. Sono appena 30mila persone». Già, solo 30mila persone, agnelli sacrificali. Il 71% ha avuto 400 euro, specifica,. «e il 21 per cento tra i 750 e i 1380 euro».

Le gaffe dei social Inps e le scuse

Un atteggiamento sempre irriverente, a tratti offensivo. Non gli sono bastate le polemiche per i messaggi scritti dal profilo social “Inps per la famiglia’” che lo hanno costretto a cospargersi il capo di cenere: «Inps si scusa per alcuni toni utilizzati per la gestione della pagina Facebook che non rispecchiano i valori e la missione dell’Istituto. Obiettivo di Inps, e della Pubblica Amministrazione in generale, deve essere quello di creare un dialogo costante e trasparente per avvicinarsi ai cittadini. L’Istituto comprende il disappunto che la vicenda può aver creato. Pertanto, s’impegna a predisporre il necessario affinché quanto accaduto non si possa ripetere in futuro». Troppo poco per rimediare, perché quelle rispostacce hanno fatto il giro del web: “Perché invece di ripetere le stesse cose non va sul sito Inps e richiede il Pin che ci vogliono 5 minuti!!??”. “Basta richiederlo a Poste o a Inps. Oppure è troppo impegnata a farsi i selfie con le orecchie da coniglio?”. E ancora: “Ma insomma!!!Deve avere Spid e Pin che non ha richiesto nonostante glielo abbiamo detto 1.000 volte”. l botta e risposta hanno fatto discutere, tanto da far ipotizzare che la pagina fosse stata hackerata. Un altro esempio: “Mio figlio ha 26 anni, mai lavorato (legalmente), dove può recarsi per avere più delucidazioni sul reddito di cittadinanza?”, ha scritto un utente. E il social media manager che curava la pagina ha risposto così: “Innanzitutto le consigliamo di non scrivere che suo figlio ha lavorato in nero sui social della Pubblica amministrazione che dovrebbe fare controlli su questi aspetti, perché sono costretto a inviare segnalazione ai nostri ispettori per controllo di suo figlio. Se suo figlio sta lavorando in nero e fa domanda per il reddito di cittadinanza rischia fino a 6 anni di prigione». Tra orecchie di coniglio e minacce di denunce si è arrivati alle scuse. Poi l’ennesimo nuovo scivolone.

La “colpevole” in ospedale per stress

«Non è una stagista malpagata, come scriveva un quotidiano, ma una nostra funzionaria che non ha retto alla pressione», ha spiegato Tridico sulla “colpevole” delle rispostacce social. «Ieri sera – ha aggiunto – ho chiamato la nostra dipendente, che ha passato la giornata in ospedale per lo stress che ha subito dalla vicenda. Ha avuto tutta la mia comprensione e solidarietà».

 

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