Meloni chiude la due giorni del Lingotto: “Chiederemo di portare a Roma la Capitale europea”

domenica 14 aprile 19:42 - di Valter Delle Donne

«Arriviamo a questo appuntamento – esordisce Giorgia Meloni sul palco del Lingotto di Torino – fieri del lavoro che abbiamo fatto. Dal risultato elettorale di FdI dipendono molte cose. Se in Europa riusciremo a portare una pattuglia di parlamentari numerosa. Noi in Europa andiamo a cambiare tutto. Come in edilizia si demoliscono gli ecomostri, noi demoliremo l’euromostro per un processo completamente diverso. Noi vogliamo cambiare tutto, perché la Ue ha fallito. Un fallimento che non si può nascondere sventolando la bandierina europea. Ci avete fatto caso? Dalla bandiera dell’Urss a quella Ue, la sinistra sventola tutte le bandiere tranne quella italiana». 

“La sinistra sta con Macron e con Soros”

«La Ue è nelle mani della Francia e della Germania, come è emerso dall’accordo di Aquisgrana. Questa Europa è senza anima. Noi, che siamo patrioti ed europei, salveremo l’Europa. Noi vogliamo l’Europa unita di stati liberi e sovrani. Non decida Bruxelles quello che può essere seguito meglio a Roma, a Budapest o a Vienna. La Ue deve occuparsi di politica estera, mercato unico, la sicurezza. In pratica – ironizza la leader di FdI – devo condividere con la Francia di Macron il diametro delle vongole da pescare nei mari italiani. Se poi Macron va in Libia a organizzare l’intervento militare, nessuno dice niente». Gli schieramenti? Secondo la Meloni sono chiari. «Il partito della Bonino si fa finanziare da George Soros, il filantropo tanto caro alla sinistra guadagnò un miliardo di dollari in una notte sull’Italia. Considero uno scandalo che un partito italiano sia finanziato da un nemico dell’Italia. Poi c’è il Pd. E ci sta dando grandi soddisfazioni», chiosa sarcastica la leader di Fratelli d’Italia. 

Meloni: “Il voto a FdI è un voto indispensabile”

«Fabio Fazio è il campione della sinistra in campagna elettorale. È riuscito ad annuire 92 volte in un’intervista con Macron. Ha detto persino: “Si può dire che Parigi è la capitale d’Italia”. A Fazio vorrei dire che Roma è la capitale d’Italia e che, per noi, dovrebbe essere la capitale europea. E questa è una proposta che formuleremo».   

“Quelli del Pd sono zerbini europei”

«M5s sull’Europa non è pervenuto. Sapremo dopo qualche consultazione on line se la Casaleggio voglia allearsi con i gilet gialli, con quelli del loden di Monti o con quelli del cappotto della Merkel. Per loro uno vale uno. Forza Italia dice, invece, che vuole cambiare l’Europa. Giusto, ma noi vogliamo cambiare anche il presidente del parlamento europeo (Tajani ndr). E sull’ambiguità di Salvini. «Caro Matteo, errare è umano, perseverare è diabolico. Devi dirlo prima con chi ti allei».  Meloni sul progetto di FdI è categorica. «Abbiamo aderito alla grande famiglia dei conservatori e sovranisti europei, governata dal blocco di Visegrad. Oggi Ecr è la terza famiglia europea. Diremo basta all’inciucio popolari e socialisti.  Vogliamo costruire un’altra Europa, ma il cambiamento passa attraverso Ecr. Siamo fieri dell’attenzione che si è accesa sulla nostra proposta politica. Lo dimostra il mio incontro con il presidente polacco, ho avuto l’onore di parlare sul palco del presidente Trump. Mai nella storia della destra italiana un partito è stato così inserito nelle dinamiche internazionali». Poi l’appello agli elettori. «Il voto a FdI non è un voto utile, è un voto indispensabile. Andiamo in Europa per non cedere di un millimetro sugli interessi italiani.Con noi in Europa finiranno le risatine. Saremo distanti anni luce all’immagine spaghetti e mandolino che piace a tanti stranieri».

“Serve uno choc fiscale, le tasse vanno abbassate a tutti”

Meloni ha poi rivolto la sua attenzione alle politiche nazionali. La priorità? «La crescita economica. La sede di Torino non è un caso. Spendere soldi in deficit per marchette non produce ricchezza. Ogni giovane italiano costa per la sua formazione come una Ferrari. Quando è laureato ora scappa all’estero. Insomma ci compriamo una Ferrari e la regaliamo agli inglesi, ai francesi, agli americani». Come ripartire?  «Va fatto uno choc fiscale. Le tasse vanno abbassate drasticamente e per tutti».

Meloni avverte: “Niente scherzi sull’Iva”

«L’unica cosa piatta di questo governo è la crescita». Meloni avverte: «Niente scherzi sull’Iva. Ucciderebbe definitivamente i consumi degli italiani. L’unica riforma che noi pretendiamo è portare al 4 per cento i prodotti per la prima infanzia». Altro dato, gli investimenti pubblici. Il reddito di cittadinanza? C’è gente che in Italia guadagna meno di 780 euro. Una coppia di italiani che non prenderà il reddito di cittadinanza perché ha un monolocale, mentre nel campo rom esultano perchè prenderanno 1800 euro di reddito di cittadinanza. Raccoglieremo le firme per abolire il reddito di cittadinanza. Come la barzelletta del navigator, disoccupati che devono cercare lavoro per altri disoccupati».

Meloni: «Più Tav meno Tax»

«Siamo qui perché Torino è diventata un simbolo sul Tav. Il Tav è una questione nazionale. Caro Toninelli, il Tav non è un buco per arrivare a Lione. È una via per arrivare in Europa. Che senso ha la via della Seta quando non puoi portare merci in Europa? Non vogliamo decrescere. Noi non torneremo indietro. Noi vogliamo l’alta velocità in tutta Italia. E adesso date un pallottoliere a Toninelli così può calcolare costi e benefici».

Meloni: Made in Italy da difendere

«Non è normale che siano stati spesi solo il 20 per cento dei fondi europei. Non possiamo permetterci di spendere risorse che abbiamo». «Vogliamo dei dazi di civiltà. Basta con l’invasione delle merci dalla Cina, la frutta dal Nord Africa. Per noi la difesa del marchio è il primo marchio per riconoscibilità al mondo. Sessanta miliardi di euro di mancati guadagni per merci taroccate. La Pernigotti? I turchi vogliono fare un orrendo cioccolatino turco e venderlo come se fosse italiano. Se vuoi fare un prodotto italiano, devi farlo in Italia».

L’allarme del calo demografico

Il calo demografico è un’emergenza. «Difendiamo la famiglia naturale per difendere la natalità. Lo faremo anche in Europa dove certe lobby sferrano gli attacchi più feroci. Porteremo anche in Europa le nostre proposte storiche e chiederemo che famiglia e natalità siano introdotti nell’Unione europea. Continueremo a batterci per i diritti dei più deboli. A cominciare dai diritti dei bambini. Bambini che hanno diritto a un padre e a una madre. Continueremo a combattere la politica dell’utero in affitto. Uomini che comprano bambini da donne disperate. Uno Stato giusto si occupa di chi non ha voce. Ci dicano quello che vogliono, andremo avanti perché siamo convinti di quello che stiamo facendo. Lo facciamo per convinzione, non per convenienza».

“Dite a Di Maio che sono l’unica donna leader di partito”

Poi una risposta ironica a Di Maio. «Noi vorremmo che le donne stiano a casa a stirare? Se ti facessi vedere come ho stirato questa camicia… Di Maio quel partito che vuoi combattere ha una donna come leader. Se sei dalla parte delle donne, concedi asilo nido gratuiti, congedo parentale, aziende che assumono le donne. Proposte che in Parlamento avete bocciato. Non venire a prenderci in giro. Le ha bocciate anche la Lega le nostre proposte. Ma questo succede quando si fanno certi governi allegri».

“Il ricatto a Tsipras degli euroburocrati”

Qualche giorno fa, gli euroburocrati hanno ricattato Tspras per rendere la prima casa dei greci pignorabile. A Bruxelles diremo che le case degli italiani non si toccano. Lo diremo in Europa. Meloni ha poi ricordato il caso del global compact e l’intervento decisivo dei deputati di FdI che lo ha bloccato. Se con 32 persone sui 630 riusciamo a fare questo, figuratevi cosa possiamo fare quando avremo i numeri per essere determinanti. Andremo in Europa perché tutta la Ue esca fuori dal global compact. Così daremo un po’ di materiale a Propaganda Live. Scriviamo testi per i politici, che ci copiano pure i post, figurati se ci dà fastidio farci copiare dai cantanti.

“Carceriamoli a casa loro”

Capitolo a parte il delicato tema dell’immigrazione. «Non risolvi il problema chiudendo i porti, ma impedendo alle barche di partire. Da qui andremo a chiedere un blocco navale al largo delle coste della Libia. Ungheria e Polonia sono già d’accordo con noi. Chiederemo un fondo europeo per i rimpatri. I detenuti stranieri che affollano le carceri. Gli immigrati devono scontare la pena nel loro Paese d’origine. Carceriamoli a casa loro. Come? Nessun aiuto alle nazioni che non si riprendono i loro delinquenti. Anche sui comunitari va ripensato il discorso. Dicono che gli immigrati ci pagano la pensione. Ma la verità è che noi paghiamo la pensione a chi non ha mai versato contributi e poi diamo una pensione a chi ha lavorato quarant’anni».

Ci opponiamo all’islamizzazione dell’Europa

«Questa roba del fascismo è diventata divertentissima. Repubblica ed Espresso, a ogni campagna elettorale, tirano fuori gli slogan degli anni ’70. Da noi il fascismo inizia insieme alla par condicio. Contenti loro, noi non ci facciamo un problema. Siamo stati gli unici a denunciare la politica neocoloniale in Africa da parte della Francia. Tanti patrioti africani ci hanno chiesto di essere aiutati a casa loro. Siamo stati gli unici a portare avanti questa battaglia. Secondo il Pd, la Francia sfrutta queste nazioni africane per aiutarle. Quelli di Visegrad invece sarebbero cattivi. Non sfruttano e non bombardano l’Africa, ma hanno la colpa di difendere le radici cristiane e di opporsi al processo di islamizzazione. La laicità dello Stato è stata usata dalla sinistra per favorire il processo di islamizzazione dell’Europa. Noi di FdI non ci vogliamo far conquistare».

Il 26 maggio per cambiare anche il governo in Italia

«Il 26 maggio è una data decisiva anche per l’Italia. Se andrà come speriamo, tra le cose che cambieremo ci sarà anche il governo del cambiamento. Negli ultimi sondaggi crescono solo due forze politiche, Lega e FdI. Se il trend sarà confermato si andrà a nuove elezioni. C’è spazio per un’alternativa al governo gialloverde? Più forte sarà il consenso per Fratelli d’Italia e più la risposta sarà sì». Giorgia Meloni si è poi congedata dalla platea del Lingotto dando appuntamento a tutti per domenica 19 maggio a Napoli. Dal Nord al Sud: nel segno di Fratelli d’Italia.

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