Bomba sul governo, il caso Siri si complica per l’assunzione del figlio di Arata

sabato 20 aprile 9:57 - di Gabriele Alberti

Nervi tesi , governo sull’orlo di una crisi di nervi. Prima il sottosegretario Siri, poi il caso Raggi a Roma, infine Arata Jr.  Una “tripletta” che infafiamma i rapporti interni tra Lega e Cinquestelle, che si stanno mandando non proprio segnali di pace. La “bomba” deflagra subito dopo la notizia diffusa da Corriere della Sera che il figlio dell’ex parlamentare Paolo Arata, il giovane Federico, da 2 settimane aveva preso a lavorare con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Subito si fionda come un falco il M5S: «Se corrispondesse al vero, allora ci troveremmo di fronte a un vero e proprio caso».

Salvini sapeva?

«La domanda che, per una questione di opportunità politica, – si legge nella nota diramata dal partito di Di Maio – ci poniamo, è se Salvini fosse a conoscenza di tutto questo. Ci auguriamo e confidiamo che il leader della Lega sappia fornire quanto prima elementi utili a chiarire ogni aspetto. Non solo al M5S, con cui condivide un impegno attraverso il contratto di governo, ma anche ai cittadini». Intervistato da Repubblica, Di Maio, afferma: «Chiederò a Salvini e Giorgetti un chiarimento a livello politico. Prima di arrivare a delle conclusioni devo parlare con loro». Se non è un segnale di crisi questo…

La replica della Lega

Dalle parti della Lega reagiscono a stretto giro. Fonti interne del partito annunciano che non risponderanno a «polemiche e insulti che si sgonfieranno nell’arco di qualche ora. Federico Arata è persona preparata». Si allega curriculum, per dimostrare che è un giovane preparato di tutto punto. Il quale dice: «Non ho mai lavorato con il sottosegretario Giorgetti a Palazzo Chigi. Il ruolo era in iter come consulente esterno per le mie competenze in ambito economico e internazionale». Alle bordate dei grillini  il vicepremier leghista replica rabbioso. Prima contro Di Maio: «La crisi di governo è solo nella testa di Di Maio che farebbe bene a non parlare di porti aperti per gli immigrati e a controllare che il reddito di cittadinanza non finisca a furbetti, delinquenti ed ex terroristi». Poi contro tutti: «Non ho tempo per parlare di Cantone, della Raggi, di Toninelli».

Crisi?

A margine di un incontro con Eduardo Bolsonaro, parlamentare e figlio del presidente del Brasile, ha sottolineato: «Non c’è nessuna crisi, abbiamo troppe cose da fare per perdere tempo. Ci sono le telecamere da accendere negli asili nido e nelle case di riposo. Voglio portarle a casa entro i prossimi venti giorni. Ci sono tasse da ridurre e l’Iva da non aumentare. Abbiamo troppe cose da fare per perdere tempo in polemiche che non esistono».

Chi è Federico Arata

Nato a Genova nel 1985, Federico Arata nel suo curriculum – diffuso dalla Lega – dichiara di lavorare tra Londra e Zurigo. Ha frequentato il liceo Chateaubriand di Roma, poi la Luiss e ha conseguito master a Parigi, Londra e Torino. Parla quattro lingue e capisce l’Urdu. Racconta di aver viaggiato in 123 Paesi, di amare l’alpinismo, le immersioni e la fotografia. Quanto alle esperienze di lavoro, è attualmente impiegato nella Sturgeon Capital, società di investimenti che opera tra Londra e il Pakistan. Ha lavorato per Credit Suisse, con focus sull’Arabia Saudita, per Alzahid Group, Nomura (ex Lehman Brothers e Bnp Paribas.

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