Altri due suicidi tra poliziotti a Firenze e all’Aquila. La strage continua, che succede?

mercoledì 10 aprile 14:20 - di Marta Lima

I numeri sono impressionanti, gli episodi ormai quasi quotidiani, la strage infinita, come denunciammo due mesi fa su queste colonne. Da allora, tanti altri episodi si sono consumati nell’indifferenza generale. Il fenomeno dei suicidi tra le forze dell’ordine è diventato un clamoroso esempio di silenzio mediatico, forse perché si preferisce puntare più sui clamoroso ma rari casi di abuso di potere, come per la morte di Stefano Cucchi, che sul dramma di chi si toglie la vita, forse per motivi legati allo stress, alla difficoltà di sbarcare il lunario, alla sensazione di essere lasciati soli contro il crimine. L’ultimo caso di una poliziotta suicida arriva dall’Aquila:  Annamaria Chiacchia di 45 anni, in servizio presso il Compartimento di polizia stradale, ha deciso di togliersi la vita con la propria pistola d’ordinanza.
La donna, assistente capo coordinatore della Polizia di Stato, dopo aver accompagnato i figli a scuola (un ragazzo ed una ragazza di 18 e 20 anni) è tornata nella sua abitazione, spostandosi all’interno di un vicino rudere dove ha deciso di farla finita. Il marito della donna, preoccupato dalla sua scomparsa, ha allertato la figlia che si è messa sulle tracce della mamma prima di rinvenire il corpo senza vita dell’agente di Polizia. La donna a quanto pare non ha lasciato alcuno scritto che potesse giustificare un gesto così forte né tra i parenti avevano notato in lei segni di sofferenza, caratteristica comune a quasi tutti i casi di suicidio tra poliziotti, carabinieri e militari. A Firenze, tre giorni fa,si era tolto la vita il poliziotto-giornalista e fumettista di 29 anni, Nazareno Giusti, che si era sparato in una stanza del Residence “Il Magnifico”, dove alloggiava insieme ad altri colleghi. Giusti aveva trascorso un periodo a Milano ed era stato trasferito da poco al reparto mobile di Firenze, avvicinandosi alla sua famiglia perché originario di Piano di Coreglia, in provincia di Lucca. Nessuna spiegazione, neanche un biglietto. Che cosa sta succedendo?

Gli ultimi suicidi a Chieti e a Caltanissetta

Qualche giorni fa avevano raccontato il suicidio, con un salto dal cavalcavia, di un poliziotto a Chieti, subito dopo quello di una poliziotta, mamma di due figli, che si era sparata a Caltanissetta, anche in questo caso senza lasciare alcun messaggio. L’associazione Cerchio Blu, una Ong che segue le questioni legate alle forze di polizia, ha censito circa 250 morti tra il 2010 e il 2018 tra tutti i corpi esistenti, includendo anche gli operatori delle polizie locali. Un tema interessante, per il ministro Salvini.

poliziotto.

Commenti

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  • Luigi 10 aprile 2019

    Una vera ecatombe, ormai non passa settimana senza che un appartenente alle forze dell’ordine uccida la compagna, se stesso o entrambe le cose . Il problema è nel reclutamento e nella selezione. Quando capiranno che prima di dare in modo indiscriminato tesserino e pistola a queste persone, sarebbe necessario un corretto accertamento della loro salute mentale? E questi sono gli operatori che dovrebbero proteggere i cittadini? Possiamo dormire sonni tranquilli.

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