Scuola, impronte digitali per i prof. Il ministro Bussetti: questione di sicurezza

venerdì 29 marzo 9:49 - di Massimo Baiocchi

Lotta all’assenteismo, ma anche ragioni di sicurezza. Alla Camera c’è il via libera delle commissioni Affari costituzionali e Lavoro all’articolo 2 del ddl Concretezza, che prevede per i dipendenti pubblici di sostituire il cartellino con “sistemi di verifica biometrica dell’identità”, quindi impronte digitali e controllo dell’iride. Resta l’impiego contestuale, e non alternativo, di strumenti di videosorveglianza, sempre per vigilare sugli accessi. Rimane “accantonato” l’emendamento sul divieto di utilizzo dei social network durante l’orario di lavoro. Un provvedimento che sta creando una discussione accesa nel mondo politico e sindacale.

Scuola, Bussetti: bisogna sapere chi c’è
in un edificio con 1200 persone…

«Sono favorevole ai controlli digitali all’ingresso delle scuole, ma non per questioni di controllo sull’assenteismo, piuttosto per ragioni di sicurezza. Un ministero deve sapere chi c’è all’interno di un edificio di 1.200 persone». Lo afferma il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, in un’intervista a Repubblica. «Credo, però, che alla fine l’articolo 2 del decreto non passerà: sono tutti contro». Si stanno studiando, spiega, «soluzioni per la scuola che tengano conto della specificità del lavoro e dell’orario del personale scolastico». Riguardo all’università e in particolare a Medicina, Bussetti sottolinea: «Abbiamo una carenza di medici e la necessità di reclutarne, è evidente. Dopo aver portato nei Dipartimenti di Medicina settecento persone in più su una platea di novemila e cento, il prossimo anno apriremo le porte ad altre duemila matricole. Sono il venti per cento in più». Infine, un passaggio sulla sua partecipazione al Congresso delle famiglie di Verona: «Non parlerò in nome della scuola», dice Bussetti. «Non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma se uno mi invita a partecipare a un convegno io accetto. Discuterò di come può essere migliorato il rapporto tra la scuola e la famiglia. Questo non significa sposare certe idee o discriminarne altre, potrei anche convincere qualcuno. Come Marco Bussetti ho una mia idea di famiglia e la tengo per me. La migliore situazione è quella dove i ragazzi si trovano bene e questo può avvenire anche in famiglie allargate».

 

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