Milano, migrante come un pazzo ruba un coltello e ferisce a caso due passanti

venerdì 8 marzo 15:59 - di Redazione

A Milano la sicurezza è un optional. Scena di ordinaria follia alla Stazione Centrale, dove un uomo di nazionalità libica è stato alla fine arrestato dai carabinieri per lesioni dopo aver ferito a coltellate due passanti, un cittadino ivoriano di 31 anni e un gambiano di 20 anni, aggrediti a caso nella galleria delle carrozze della stazione. Passanti in preda al panico. Un luogo, la Stazione di Milano, entrato nella lista nera delle zone franche dove i migranti sembrano seminare il panico, senza controlli. Qualcuno nella giunta Sala si porrà il problema che esiste un problema o continuerà a straparlare contro il decreto Sicurezza?

Migrante ruba un coltello e ferisce a caso

Il 24enne fermato è accusato di lesioni gravi, minacce aggravate e di possesso di armi atte a offendere. Era entrato nel locale “Panino giusto” mentre due impiegate si stavano cambiando, ha rovistato nel bar e ha rubato un coltello; scoperto dalle due cameriere è fuggito e, nel piazzale antistante, ha discusso con una guardia giurata. Dopo essersi allontanato e nascosto dietro un cespuglio, è tornato con l’arma in mano che probabilmente aveva nascosto in precedenza e ha aggredito due persone. Un folle. La prima vittima, originario del Gambia,  secondo la ricostruzione di Repubblica- è stato ferito alla spalla: ha riportato ferite che i medici del Fatebenefratelli hanno reputato guaribili in 10 giorni.

Il libico accoltella un secondo passante

Non era finita la scena di ordinaria follia. Poco dopo ha aggredito un altro passante: in questo caso un cittadino originario della Costa d’Avorio di 30 anni; ha cercato di ferirlo all’addome ma l’altro si è difeso. Ha riportato tagli profondi alle mani, e danni ai tendini reputati guaribili in 50 giorni dai medici della clinica Città studi. Dopo essere stato bloccato dai Carabinieri,  l’aggressore ha avuto un malore, è stato portato in ospedale ma poi è finito in cella.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *