L’imputato è siriano, i giudici chiamati a dire «cosa pensano dell’immigrazione»

lunedì 18 marzo 16:39 - di Sveva Ferri
perugia

L’imputato è siriano e il suo difensore vuole conoscere le posizioni politiche dei giudici perché, sostiene, «l’atteggiamento dei giudici in merito alla questione migranti è fondamentale per assicurare un processo giusto». Succede in Germania e in particolare in Sassonia, dove l’omicidio del 35enne tedesco di origini cubane Daniel Hillig, per il quale ora il siriano va a processo, scatenò un caso politico che arrivò a toccare il governo. Hilling fu ucciso a fine agosto nella città di Chemnitz. Secondo le testimonianze dei suoi amici, fu aggredito per aver difeso la sua fidanzata da un tentativo di stupro da parte del siriano e di un iracheno, tutt’ora a piede libero. Morì colpito da 25 coltellate.

Le «fake news» sull’omicidio di Chemnitz

L’episodio diede il via a delle manifestazioni contro la presenza dei migranti in città: rappresentò la miccia di una frustrazione che nella popolazione locale cresceva da tempo, proprio per le violenze da parte degli immigrati, che nel giro di appena due mesi avevano fatto registrare, tra l’altro, tre casi di stupro. Questa prima ricostruzione però si perse immediatamente nelle cronache, anche per un intervento di esponenti della Cdu che parlarono di «fake news». Passò così l’idea che la morte di Hillig fosse avvenuta nell’ambito di una ordinaria rissa e che le proteste dei cittadini fossero manifestazioni di razzismo, alle quali prontamente vennero contrapposte manifestazioni in sostegno degli immigrati.

E “sotto processo” ci finiscono i giudici

Ci furono anche episodi di aggressioni agli stranieri e gli incidenti ebbero ripercussioni a livello del governo federale, perché le dure dichiarazioni della cancelliera Angela Merkel sulle violenze vennero in parte contraddette dall’allora capo del servizio di intelligence interna, Hans-Georg Maassen, poi rimosso dal suo incarico. Ora il difensore del siriano, di fatto, rispolvera la lettura razzista del caso, arrivando a mettere “sotto inchiesta” gli stessi giudici per sapere se tanto fra i togati quanto fra i popolari vi siano membri o sostenitori di Afd, Alternative fuer Deutschland o di Pegida. «L’atteggiamento dei giudici in merito alla questione migranti è fondamentale per assicurare un processo giusto», ha dichiarato la legale Ricarda Lang, in apertura del processo, dopo che aveva chiesto, senza ottenerlo, che il processo venisse spostato in un’altra zona della Germania. I testimoni chiamati a deporre durante il procedimento sono 50, il caso dovrebbe andare avanti fino al 29 ottobre.

 

 

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