Igor il russo condannato all’ergastolo. Chiesto un maxi risarcimento danni

lunedì 25 marzo 15:57 - di Davide Ventola

Condannato all’ergastolo Norbert Feher, alias Igor il Russo. E’ la sentenza emessa, con il rito abbreviato, dal gup di Bologna, Alberto Ziroldi, dopo due ore e mezza di camera di consiglio. E’ stata accolta, dunque, la richiesta dell’accusa che aveva chiesto il massimo della pena. Norbert Feher è stato processato per gli omicidi del barista Davide Fabbri e della guardia ecologica volontaria Valerio Verri e il ferimento di Marco Ravaglia, collega di Verri. Feher, dopo una latitanza di otto mesi, è stato arrestato in Spagna a dicembre 2017 e da allora è in carcere a Saragozza.

Le parti civili hanno chiesto complessivamente 4,7 milioni di euro di risarcimento danni. In aula erano presenti Maria Sirica, vedova del barista Fabbri, difesa dall’avvocato Giorgio Bacchelli, Francesca ed Emanuele, figli della guardia ecologica volontaria Valerio Verri, assistiti dall’avvocato Fabio Anselmo, e l’agente di polizia provinciale Marco Ravaglia, rimasto gravemente ferito nell’agguato mentre era di pattuglia nel Mezzano, difeso dall’avvocato Denis Lovison.

Parla la vedova del barista ucciso da Igor il russo

«Chi lo ha ammazzato non è stato Igor, ma è stato lo Stato, perché questa persona non doveva essere qui in Italia». Sono le parole di Maria Sirica, vedova di Davide Fabbri, oggi per la prima volta in aula nel processo all’uomo accusato dell’omicidio del marito. Il riferimento è al fatto che il serbo in precedenza aveva avuto un’espulsione.

“Mio marito ucciso dall’assenza dello Stato”

«Non è giusto che una persona viene nel locale e può ammazzare le persone. Non è giusto. Mi ha lasciato un trauma. Io non ce la faccio più», ha aggiunto Sirica, affiancata dal suo avvocato Giorgio Bacchelli. Che effetto le ha fatto vedere per la prima volta, dopo l’assalto nel suo bar di Budrio, l’imputato collegato in video? «Lo volevo vedere da vicino per dirgli un po’ delle mie cose che ho dentro. Perché non è giusto che una persona viene a fare una rapina e deve ammazzare le persone. Qui siamo in Italia e tutto è permesso», ha detto la vedova al termine dell’udienza in tribunale a Bologna.

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