12 anni fa sembrava corruzione. Oggi no, con l’ok di Grillo, Zingaretti e Angelucci

lunedì 18 marzo 17:09 - di Francesco Storace

E’ bellissimo sapere che è finita la corruzione. Che i ladri non ci sono più. Che i magistrati non devono più scavare tra le orrende carte di politica e sanità. Finalmente è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica un accordo del 17 gennaio scorso tra il gruppo Angelucci, il ministro della Salute Giulia Grillo e il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti.
Nell’edizione di sabato c’è nero su bianco – come è giusto che sia quando si parla di qualità sanitaria – il decreto che conferma il riconoscimento dell’Ircss di diritto privato San Raffaele Pisana.

Sei mesi per il sì di Zingaretti

Si tratta di un importante modello di sanità, con tanto di laboratori di ricerca, per la disciplina di “Riabilitazione motoria e sensoriale”, di proprietà del gruppo Angelucci (il capostipite, Tonino, è tuttora parlamentare di Forza Italia, la struttura è gestita anzitutto dal figlio Giampaolo). A maggio dello scorso anno, l’Ircss chiese al ministero la conferma del riconoscimento del San Raffaele come Irccs, e a giugno ci fu la site-visit della commissione ministeriale presso l’istituto. Poi, passarono ben sei mesi per ottenere da Zingaretti il sospirato sì all’intesa col ministero per l’adozione dell’atto e la firma della Grillo.

E sette anni per essere dichiarato innocente

Chi scrive, dodici anni orsono, fu incriminato per corruzione per aver sottoscritto lo stesso atto di Zingaretti, sulla stessa struttura, ma con il ministro della Salute Girolamo Sirchia. Un’inchiesta cominciata nel 2006 e terminata senza mai essere interrogato sette anni dopo, nel 2013, con il proscioglimento totale da ogni accusa. Un magistrato coraggioso, Giacomo Ebner, disse no al processo immediatamente prima che le accuse finissero in prescrizione. Non volle lavarsene le mani. E stabilì che non c’era stato reato.
Ed è un bene che oggi si possa amministrare più tranquillamente, senza che si debba per forza rischiare la galera… E che i cittadini possano curarsi in strutture di qualità, che qualcuno aiutò a crescere.

Commenti

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  • Laura Prosperini 19 marzo 2019

    per carità, per carità per carità…

    • Francesco Storace 19 marzo 2019

      la carità..

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