Venezuela, Maovero riferisce alla Camera il 12 febbraio. Poi il voto sulla mozione

martedì 5 febbraio 18:35 - di Redazione

Nuova presa di posizione di Matteo Salvini sul Venezuela, dopo le dichiarazioni di amicizia politica fatte dal presidente ad interim Juan Guaidó. «Capisco le sensibilità di tutti e apprezzo le doti di equilibrio del presidente Conte. Ma non si può negare l’evidenza: Maduro è un delinquente, un fuorilegge, un presidente abusivo che è scaduto e decaduto, e la Costituzione venezuelana, che è l’unico riferimento a cui riferirsi, prevede che le elezioni vengano accompagnate dal presidente pro tempore, che è il presidente dell’Assemblea Guaidò», ha detto il ministro dell’Interno nel corso di un incontro pubblico in provincia di Siena. «Non c’è nessuno che si è autoproclamato, gli americani, gli alieni o i salviniani. C’è un presidente illegale che tortura, arresta, affama, che massacra, e c’è una comunità che ha diritto di votare liberamente, e io penso soprattutto al milione di italiani o discendenti di italiani che aspetta libertà», ha sottolineato Salvini.

Per il M5S «anche la dichiarazione di Mattarella è precipitosa»

A fronte di queste parole così nette, però, la posizione ufficiale del governo italiano resta invariata: nessun appoggio formale è stato offerto a Guaidò. Non solo, in giornata diverse voci M5S hanno ribadito la linea dell’attendismo che, di fatto, si traduce in un sostegno a Maduro, come dimostrato dal veto italiano alla dichiarazione Ue a favore del presidente ad interim e dal conseguente ringraziamento di Maduro al nostro Paese. «Anche la dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella appare un po’ precipitosa. Perché il governo italiano dovrebbe riconoscere come legittimo Presidente l’autoproclamato Guaidò?», ha chiesto, per esempio, il deputato M5S e membro della commissione Politiche Ue, Leonardo Salvatore Penna.

La Russa: «Salvini costringa il M5S a riconoscere Guaidò»

«La Lega non si limiti più alle parole di sostegno, ma costringa l’alleato grillino a riconoscere Guaidò presidente ad interim del Venezuela», ha quindi avvertito Ignazio La Russa, ringraziando «Vanessa Ledezma, figlia del sindaco dissidente di Caracas incarcerato dal regime di Maduro, per aver accettato il mio invito». «A lei va la solidarietà mia e di Fratelli d’Italia», ha aggiunto il vicepresidente del Senato, ricordando che «mentre in Venezuela continuano le proteste, gli arresti e continua a scorrere il sangue anche di molti nostri connazionali, il governo italiano non prende una posizione univoca sul regime comunista di Maduro e rimanda alle calende greche anche l’intervento in aula del ministro Moavero richiesto da FdI». Nonostante la crisi venezuelana sia ormai a un punto critico e l’Italia resti ancora senza una posizione degna di questo nome, infatti, le comunicazioni del ministro degli Esteri alla Camera sono state fissate solo per il 12 febbraio, quando finalmente la Camera voterà una risoluzione sul merito. Nessuna risposta del governo, invece, è ancora arrivata alla richiesta di comunicazioni anche al Senato.

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