Sea Watch, la Procura di Catania apre un’inchiesta contro ignoti e contesta l’associazione a delinquere

sabato 2 febbraio 10:33 - di Redazione
La nave dell'Ong tedesca Sea Watch

Lo sbarco dei 47 migranti dalla nave Sea watch finisce sul tavolo della Procura di Catania, guidata da Carmelo Zuccaro, che ha aperto un’inchiesta. Al momento il fascicolo è a carico di ignoti. La Procura ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzata all’agevolazione dell’immigrazione clandestina. La Procura ha proceduto all’iscrizione di un procedimento penale nei confronti di ignoti  per “individuare da una parte i trafficanti libici che hanno organizzato la partenza dei migranti dalla costa libica, dall’altra gli scafisti che hanno condotto il gommone poi soccorso dalla Sea watch 3”.

I magistrati vogliono anche “accertare infine la liceità della condotta tenuta dai responsabili di quest’ultima motonave”. Gli inquirenti puntano soprattutto su “alcuni aspetti critici ritenuti meritevoli di approfondimento, costituiti da un lato dalla scelta della motonave di non dirigersi verso le coste tunisine, come fatto da alcuni pescherecci che in condizioni di mare critiche si erano rifugiati presso quelle coste, dall’altro dalle dichiarazioni rese dal comandante della motonave e dal coordinatore del team della stessa Sea Warch che si occupa della ricerca e dei recuperi in mare, circa il non funzionamento del motore e la mancanza di una persona che fosse alla guida del gommone”. Dichiarazioni che, come fanno sapere dalla Procura di Catania “appaiono contraddette da quelle rese da alcuni migranti che hanno invece asserito che il motore del gommone era funzionante al momento del soccorso e che il natante era guidato da uno di loro”.

Nessun rilievo penale a carico della Sea Watch

“Per quanto concerne le dichiarazioni rese dai testi della motonave sulle condizioni del gommone soccorso, gli approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare che uno dei migranti ascoltati, a differenza di altri, ha dichiarato che il motore del loro gommone si era spento prima dell’arrivo della motonave, così confermando le dichiarazioni dei responsabili della motonave”. “Ma in ogni caso la situazione di stress che giustificava il soccorso da parte di Sea watch 3 era dovuta, oltre che alla palese inidoneità tecnica del gommone ad affrontare la traversata, alla circostanza, confermata dai migranti escussi, circa il progressivo sgonfiamento dei tubolari del gommone, da cui tutti sentivano fuoriuscire dell’aria, sgonfiamento che avrebbe inesorabilmente portato all’affondamento del natante – dicono i magistrati – In tale situazione l’ulteriore approfondimento circa la necessità di un immediato intervento della Sea watch appare del tutto superfluo. Invero, la questione avrebbe rilevanza se la motonave si fosse affrettata a intervenire per anticipare l’intervento di una motovedetta delle autorità libiche, responsabili dell’Area Sar in cui stava operando, ma – come si è detto – per ben due giorni nessuna motovedetta libica è intervenuta in quella zona”. “Dalle risultanze investigative non e’ emerso, pertanto, alcun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della Sea Watch 3”, spiegano i magistrati.

 

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