Sardegna, non c’è accordo sul latte a 72 centesimi. La mobilitazione dei pastori continua

domenica 17 febbraio 18:12 - di Leo Malaspina

Un euro, senza sconti. La trattativa prosegue ma l’accordo tra governo e pastori non c’è, anzi, la situazione sembra essere arrivata a uno stallo. Al termine del tavolo in Sardegna dei pastori con il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, Cia-Agricoltori Italiani riafferma, in una nota, l`apprezzamento per lo sforzo che il governo sta compiendo nella risoluzione dell`emergenza, ma ritiene che si sia ancora lontani dall`esito positivo della negoziazione. La bozza proposta non soddisfa il mondo degli allevatori, il lungo e difficile confronto ancora non ha prodotto il risultato atteso, sottolinea la nota.

Le richieste dei pastori partivano dalla copertura del costo di produzione pari a 74 centesimi Iva al litro per arrivare al prezzo di 1 euro Iva, come promesso dal ministro Salvini, sottolinea la Cia, rimarcando che la proposta di un accordo a 72 centesimi, Iva compresa, è invece molto lontana da queste premesse. Pertanto, Cia-Agricoltori Italiani sostiene le rivendicazioni dei produttori sardi e ricorda come la chiusura del tavolo sia importante a livello nazionale, perché la determinazione del prezzo del latte sardo ha ricadute su tutta la zootecnia ovina italiana. Cia-Agricoltori Italiani riconosce l’impegno del governo e della Regione Sardegna per questa operazione di alleggerimento del mercato e spera si possa arrivare a un risultato positivo nel tavolo convocato per giovedì 21 a Roma. Anche Coldiretti Sardegna vuole “una clausola che garantisca di raggiungere l’obiettivo di un euro per il prezzo del latte”, spiega l’organizzazione in riferimento all’accordo di ieri a Cagliari per il prezzo del latte ovino “pagato ai pastori da parte degli industriali che sono i diretti beneficiari delle consistenti misure di sostegno per 49 milioni di euro messe in campo da Governo e Regione”.  Coldiretti sottolinea che “è necessario
ora che sulla bozza di accordo sul prezzo del latte ovino in Sardegna si pronuncino i pastori impegnati da dieci giorni in una dura vertenza. L’acconto iniziale di 72 centesimi al litro è peraltro motivo di insoddisfazione perché – sottolinea la Coldiretti – si trova sotto i costi variabili medi di produzione certificati dal recente studio Ismea elaborato per far luce sulla crisi del settore”. Anche in questo caso, comunque, “va riconosciuto infine – afferma la Coldiretti – l’impegno del Governo e della Regione Sardegna che per questa operazione hanno messo sul piatto per il ritiro di 67.000 quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato e anche quello delle catene distributive che si sono impegnate a riconoscere ai fornitori un valore, all’acquisto del pecorino, in grado di assicurare agli allevatori il prezzo di 1 euro al litro ed anche a realizzare campagne promozionali come il pecorino day promosso dagli agricoltori di Campagna Amica”.

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