Il piano segreto di Berlusconi per riunire il centrodestra con Salvini passa per l’Europa…

lunedì 11 febbraio 19:02 - di Luciano Marescalco

L’obiettivo è diventare il “grande federatore” del centrodestra anche in Europa. Da qui la necessità di cercare un accordo tra Ppe e sovranisti, come la Lega, convincendo Matteo Salvini ad allearsi con il gruppo guidato da Manfred Weber e quello dei Conservatori e riformisti, l’Ecr, dove il “Capitano” ritroverebbe Giorgia Meloni. Questa, in sintesi, la strategia di Silvio Berlusconi a Bruxelles, che per la prima volta scardinerebbe le “larghe intese” tra Ppe Pse e Alde, al governo dell’Ue dal 2014, dando vita ad una maxi federazione conservatrice, popolare e sovranista, con possibili incarichi di governo anche per il Carroccio. Una mossa studiata ad Arcore, innanzitutto, per ritagliare all’ex premier un ruolo di king maker fuori dai confini nazionali, come garante del fronte europeista. Ma pure, raccontano, una tattica precisa per aiutare Antonio Tajani a ottenere la conferma alla presidenza del Parlamento Ue, trovando i voti necessari alla rielezione: una partita molto complicata, ricca di incognite, considerata, però, a portata di mano.

Per realizzare questo progetto politico, il Cav ci metterà la faccia: è pronto a fare il capolista in tutta Italia alle europee, ma sarebbe disposto a concedere una deroga solo al suo “vice”, Tajani, lasciandolo correre alla testa della lista azzurro al centro, circoscrizione d’elezione dell’attuale presidente del Parlamento Ue. Berlusconi ha “offerto” la sua mediazione a Salvini presso Weber per una “collaborazione con il Ppe” nel suo comizio di chiusura della campagna elettorale in Abruzzo, ad Avezzano: «Auspico fortemente che Lega abbia un buon successo alle europee: oggi è conservatrice e sovranista e io sto lavorando a un accordo tra il Ppe e i partiti conservatori di destra, come la Lega».
Da allora, raccontano, il leader azzurro, sta lavorando, anche attraverso i canali diplomatici, per convincere Weber e Salvini a trovare un punto di incontro, subito dopo il voto del 26 maggio, che secondo i sondaggi vedrà un exploit della Lega, stimata oltre il 30%. «Ho deciso ci candidarmi per far sentire la mia voce e cambiare l’Europa», va ripetendo da settimane l’ex premier, convinto che con la sua ridiscesa in campo possa far recuperare voti a Forza italia, specialmente tra l’elettorato moderato deluso da Pd e sovranisti, e nello stesso tempo, proporsi come “grande federatore” del centrodestra unito anche in Europa, marcando stretto Salvini. Silvio guarda all’intesa Ppe-Lega anche per far sentire il fiato addosso a Salvini e ricordargli “che senza di lui non va da nessuna parte”, dice a mezza bocca un big azzurro. Sestino Giacomoni, deputato forzista e fedelissimo di Arcore, non ha dubbi: «Con la leadership del presidente Berlusconi, l’unico in grado di federare il Ppe con i sovranisti e con i conservatori, giocheremo un ruolo fondamentale per cambiare profondamente l’Europa».

Commenti

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  • Laura Prosperini 12 febbraio 2019

    Secondo me non è questa la direzione giusta, sta vincendo, ovunque, un vero sentimento Sovranista – Nazionalista tornare ad accordi con l’UE vuol dire spegnere questo “ardore” e dare la possibilità anche agli altri (globalisti) di essere, in fondo, più “vicini” a queste posizione.
    Sarei molto contraria a ciò, proprio ora che i primi frutti Sovranisti (veri) li vediamo maturare per FDI.

    • Francesco Storace 13 febbraio 2019

      Grazie laura

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