Grillini alla disperazione, ora si sono innamorati delle liste civiche: il web li bastona

giovedì 14 febbraio 9:59 - di Gabriele Alberti

I grillini stanno perdendo la testa, altro che l’ “onore” e la “purezza” degli inizi. Le dichiarazioni post-débacle abruzzese di Di Maio sono l’emblema del principio di contraddizione. Cade il dogma numero uno della Casaleggio e Associati. Il M5S che faceva una bandiera della non alleanza con le cosiddette liste-civetta, ora “scopre” che le liste civiche potrebbero essere una risorsa, un serbatoio di voti: «Dobbiamo aprire ai mondi con cui sui territori non abbiamo mai parlato a partire dalle imprese, dobbiamo decidere se guardare alle liste civiche radicate sul territorio».

Fino a poco tempo fa le liste-civetta erano il «ricettacolo di ogni clientelismo», ora non più. Ops, ci siamo sbagliati. La “rivoluzione” a cui pensa Di Maio sarà votata sulla piattaforma Rousseau. Signori, si cambia. Non fa niente se  Gianroberto Casaleggio nel 2014 -in occasione delle elezioni regionali in Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna e Piemonte- aveva rifiutato categoricamente l’idea di aprire a liste di appoggio a sostegno al candidato presidente. Contrordine, confusione. Lo spettacolo che ne deriva è da opera buffa, cosa non si fa per convergere sull’ultima trovata di Di Maio. Sui telefonini di alcuni parlamentari sta rimbalzando un vecchio post di Beppe Grillo datato dicembre 2008, cioè anteceente alla nascita del Movimento – in cui il cofondatore del M5S strizzava l’occhio alle liste civiche. Anzi, i cinquestelle arrivano a negare loro stessi. Per alcuni, infatti, aprire alle liste  civiche costituirebbe addirittura “un ritorno alle origini”. Insomma, altro che perdere l’onore, come scriveva Travaglio invitando il M5S a votare sì al processo a Salvini: qui il M5S sta perdendo se stesso, la sua identità, che non è mai stata una sola, del resto.

Ma le liste civiche non erano una truffa per i grillini?

Il “civismo” riscoperto da Di Maio è solo l’ultimo fattore di smottamento nei cinquestelle. Il Movimento ha perso il baricentro che non riesce più a trovare il baricentro. E il web “bastona”: sul proflo Fb Di Di Maio ecco cosa si legge: “State sbagliando tutto, incapaci di mantenere le promesse, bravi solo a sputtanare l’ avversario, fatti meno di zero, anzi tanti danni all’economia, no Tav, sì reddito, no lavoro, si Maduro, ma che vi state aggregando al dittatore comunista che ha affamato il popolo? Fate la corte ai violenti gilet gialli e ve ne fregate dei problemi degli italiani. Vi incazzate con gli abbruzzesi che non vi hanno votato.Volevate comprare i loro voti con gli aiuti in soldi che avete dato loro e volete comprare i voti degli italiani con il reddito? Ma mica tutti sono stupidi? Non tutti credono alle favole, suvvia. Fate almeno zittire quel spara stronzate di Di Battista”. E’ la summa dei commenti che stanno giungendo copiosi sui social, al netto dei “laudatores” senza se e senza ma, che incitano Di Maio ad andare avanti, come se non ci fosse un domani. E il domani, infatti, è molto molto complicato per il M5S.

Grillini senza identità

Basta leggere cosa diceva solo due settimane fa Sara Marcozzi, candidata presidente M5S alle regionali in Abruzzo dello scorso 10 febbraio, secondo cui le coalizioni di centrosinistra e centrodestra erano composte soprattutto da liste civiche «che sono una truffa, sono lì solo per rastrellare voti, create apposta. Gli elettori di centrodestra e centrosinistra magari col voto alle civiche si illudono di poter scegliere il meglio, ma bisognerebbe spiegare loro che portano acqua alla carretta dei soliti che verranno eletti». Come si cambia…

 

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