Giorgia Meloni: “Felice per il successo del film Rosso Istria. Domani sarò alla foiba di Basovizza”

sabato 9 febbraio 14:13 - di antonio pannullo

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni commenta il film sulle foibe trasmesso ieri sera da RaiTre che ha riscosso grande successo di pubblico: “Il film Rosso Istria ha mostrato la ferocia della persecuzione titina contro i nostri fratelli di Fiume, Istria e Dalmazia. Una tragedia per troppi anni dimenticata, una ferita mai guarita”. E annuncia: “Domani, 10 febbraio, sarò a Basovizza per onorare la memoria dei martiri delle foibe”, ha scritto su Facebook Giorgia Meloni. Come si ricorderà, la foiba di Basovizza era in origine un pozzo minerario. Si trova nel comune di Trieste. Dal maggio del 1945 divenne un inghiottitotio dove i partigiani comunisti gettarono migliaia di italiani, fascisti, non fascisti, poliziotti, militari, civili. Il numero preciso delle vittime non si è mai potuto accertare. Nel 1992 la foiba di Basovizza diììfu dichiarato monumento nazionale.

Ieri , in un’intervista alquotidiano La Verità, la presidente di Fratelli d’Italia aveva sottolineato a questo proposito che “se l’Italia ha istituito il 10 febbraio come Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata è sicuramente merito della destra e dal ruolo fondamentale giocato dalle organizzazioni giovanili di Alleanza Nazionale. La legge fu votata da quasi tutto il Parlamento. Tranne che dagli eredi del comunismo. Evidentemente si sentivano, e si sentono, ancora vicini a quei criminali. Ora è necessario revocare l’onorificenza che ancora è concessa a Tito. In Parlamento c’è una nostra proposta di legge”. “È vergognoso – aveva aggiunto la Meloni – che ancora oggi ci sia chi continua a propagandare in ogni sede tesi giustificazioniste o negazioniste. Per questo è scandalosa la decisione del sindaco di Roma Raggi di mandare i membri dell’Anpi a parlare di foibe nelle scuole per fortuna Fratelli d’Italia in commissione Cultura alla Camera ha fatto approvare una risoluzione per stabilire che solo gli appartenenti ad associazioni di esuli istriano-giuliano-dalmati possano raccontare la verità agli studenti”. Nella stessa intervista Giorgia Meloni aveva ricordato che “Fratelli d’Italia ha sempre condannato tutti i totalitarismi e ora è tempo che le milioni di vittime siano ricordate ufficialmente. La destra italiana ha più volte acceso i riflettori sui crimini dei regimi comunisti ma nonostante questo c’è ancora molto da fare. Per questo aderire alla battaglia proposta dal quotidiano La Verità per istituire una giornata della memoria è un dovere. Lo dobbiamo ai molti italiani uccisi a guerra finita; lo dobbiamo alle vittime di Katyn, alle quasi 5 milioni di vittime dell’Holodomor in Ucraina, lo dobbiamo a chi, oggi, subisce la dittatura comunista in Corea del Nord o quella di Maduro in Venezuela”. “Assicuro – ha aggiunto – il totale sostengo dei gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia e la disponibilità a presentare una proposta di legge in Parlamento. Come Alleanza Nazionale presentammo un’analoga proposta di legge a firma Gustavo Selva. I tempi non erano maturi, spariamo che lo siano oggi. È ora che giustizia sia fatta”. “Se si può trovare sostegno anche tra gli altri partiti, almeno Lega e Forza Italia? Da qualche tempo – aveva proseguito – nulla è diventato scontato. In questi giorni il governo di cui fa parte la Lega si è schierato di fatto con Maduro; o nella precedente legislatura Forza Italia si è ritrovata al governo con gli ex comunisti. I tempi? Noi non siamo come gli improvvisati del Movimento 5 Stelle. Dal momento in cui La Verità ci porterà le firme, siamo in grado di depositare il disegno di legge in pochi giorni. La discussione del ddl dipenderà dalle forze di maggioranza”.

Fratelli d’Italia, intanto, ringrazia il Presidente della Repubblica Mattarella per le parole pronunciate oggi in occasione della commemorazione al Quirinale del Giorno del Ricordo. «Un discorso di alto livello che rende giustizia ai martiri delle foibe uccisi dai titini e ai nostri connazionali costretti a lasciare la loro terra per sfuggire alla pulizia etnica del maresciallo comunista Tito. Particolarmente significative la condanna di ogni forma di negazionismo e la denuncia dell’intollerabile cortina di silenzio che, per troppo tempo e per interessi politici, è calata su questa pagina della nostra storia».

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