Elisabetta Gardini: l’Anpi non metta becco nella storia e basta col mito dei partigiani…

martedì 5 febbraio 17:02 - di Redazione

Questa edizione 2019 della Giornata del Ricordo sta diventando, anche, un atto d’accusa contro l’Anpi, contro le sue sparate negazioniste sulle foibe, contro la sua pretesa di essere custode della storia italiana del Novecento. I rancori ideologici dell’Anpi, in altre parole, ne stanno provocando la delegittimazione.

Così ora a sparare ad alzo zero contro l’Anpi troviamo anche l’europarlamentare di Forza Italia Elisabetta Gardini che, a margine di una mostra a Bruxelles dedicata all’esilio di giuliani, istriani e dalmati alla fine della Seconda guerra mondiale, invita l’Anpi a tenersi lontana dalla storia e dai manuali di storia. “Non devono essere loro – dice Gardini – a vidimare i libri di storia”.

“Quando io ero a scuola – prosegue la Gardini – c’era una storia sulla liberazione dell’Italia in cui il Paese veniva liberato dagli Alleati. Poi c’era anche un po’ di storia di un po’ di Resistenza. Nei libri di storia sui quali ha studiato mio figlio, gli Alleati sono diventati un paragrafo e la Resistenza diversi capitoli”. “Ora mio papà – continua – che mi raccontava la storia, dicendo ‘te la spiego perché per te è storia, per me è cronaca’, mi raccontava che la maggior parte dei partigiani si sono iscritti dopo il ’43, quando gli Alleati stavano arrivando”.

“C’erano le file a serpentone – prosegue l’europarlamentare padovana – di gente che si iscriveva. Prima di dirsi partigiani io vorrei vedere la data della tessera, la data di iscrizione, perché mio nonno ha perso il lavoro nel ’28 e mio papà è nato povero nel ’29 e prendeva i calci nel sedere, perché non andava alle adunate del sabato”. “Quelli che gli davano i calci, al sabato – continua Elisabetta Gardini – sono diventati extraparlamentari di sinistra. La storia, quindi, non la può scrivere l’Anpi, perché questa sì è una storia di parte, ideologica e vergognosa, che noi diamo ai nostri figli in modo acritico. Diamogli i soldi, basta che non debbano più vidimare i libri di storia, perché è scandaloso che lo scrivano quattro persone ideologizzate che si sono rifatte una verginità: magari prima erano fascisti, poi sono diventati partigiani”.

 

Commenti

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  • Alessandro 9 febbraio 2019

    strano, nel libro di storia di 3za media di mio figlio alla resistenza sono dedicate ben 47 righe… 16 sulla liberazione. esattamente metà del paragrafo(+approfondimento) sulle foibe.

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