Diciotti, scontro in Giunta per le autorizzazione. Gasparri la spunta su Grasso: i documenti vanno accolti

giovedì 7 febbraio 16:13 - di Stefania Campitelli

Seduta incandescente quella della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, presieduta da Maurizio Gasparri. Al centro del contendere la ricevibilità delle memorie presentate dal premier Giuseppe Conte, dal suo vice, Luigi Di Maio, e dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Documenti che, secondo l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso, non sarebbero ricevibili ma andrebbero comunque trasmessi al Tribunale dei ministri.

Diciotti, Grasso rema contro

Un’opposizione quella di Grasso (supportata immediatamente del Pd), priva di basi regolamentari, che ha portato alla sospensione della seduta aggiornata al termine dei lavori dell’Aula. Intanto i grillini continuano a fare melina temporeggiando visto che – spiegano ai cronisti – la sceltra tra il sì o non all’autorizzazione a procedere deve ancora arrivare. La sensazione, però, è che le distanze di siano accorciate dopo l’intervento di Conte (che ha confermato il pieno appoggio a Salvini sostenendo la sua responsabilità sull’indirizzo del governo e del Viminale sul caso Diciotto) e del loro leader Di Maio, perfettamente allineato con il premier, in tandem con Toninelli. Il capogruppo nella Giunta per le autorizzazioni a procedere dei Cinquestelle, Dino Giarrusso ha spiegato che con i colleghi  esaminerà i documenti: «La nostra posizione la conoscerete nei prossimi giorni». Francesco Urraro, intanto,  aggiunge che non servirà il voto online dei 5Stelle per decidere su Salvini: «Non mi risulta questa opzione». Poi lo stesso Giarrusso plaude alla decisione di Gasparri di accogliere anche i testi allegati, su cui aveva puntato il dito Grasso, seguito dai senatori del Pd: «Appare molto strano che si voglia impedire a un ministro di difendersi nelle sedi opportune», conclude il grillino

Gasparri: qualcuno si rilegga il regolamento

Gasparri spiega così la scelta di accogliere le memorie: «Non mi sono contraddetto in alcun modo. Con molto rispetto voglio dire al presidente Grasso che le cose in Giunta si stanno svolgendo ai sensi del regolamento. Avevo detto che non siamo una buca delle lettere e che solo l’interessato poteva inoltrare documenti e memorie. L’articolo 135-bis del regolamento prevede, nei casi di procedure a carico di ministri, ex art. 96 della Costituzione e legge 1/1989, che per l’appunto gli interessati possono produrre sia memorie, come ha fatto Salvini, che documenti. E questo ha fatto il ministro». Puntuale e rigoroso il senatore forzista, che giuda la Giunta, ha invitato Grasso a rivedere  le procedure «anche perché oggi, in Giunta, ha sbagliato confondendo l’articolo 135, che riguarda altre vicende, con l’articolo 135-bis. È accaduto quello che io avevo detto sotto il profilo procedurale. Poi, sui documenti che Salvini ha inoltrato, si potrà liberamente discutere in Giunta. Ma non c’è stato nessun altro “scrittore” nei confronti della Giunta se non Salvini che, lo ribadisco, aveva facoltà, ai sensi dell’articolo 135-bis del regolamento del Senato, di inoltrare memorie e documenti».

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