Crisi in Venezuela, Rossi (Ugl): “Pronti a dare il nostro aiuto al popolo oppresso”

martedì 26 febbraio 19:13 - di redazione

«La Ugl, vista la grave situazione politico economica del Venezuela che investe milioni di persone e tra queste anche circa due milioni di italiani lì residenti, ha deciso , attraverso il segretario generale Francesco Paolo Capone, di avviare un confronto e un percorso  di concerto con il residente ad interim Juan Guaidò finalizzato a ripristinare la democrazia in questo Paese».

Lo scrive in una nota l’ufficio stampa del sindacato, precisando che, nelle scorse settimane, durante la visita In Italia del Presidente della Commissione Esteri  del parlamento venezuelano Francisco Sucre, «la Ugl ha avuto l’onore di ospitarlo presso la sede di via delle Botteghe Oscure a Roma  e di avviare un confronto con lui sulla base di quanto sta accadendo e sulle possibili azioni da intraprendere per  portare il Venezuela fuori dalla crisi».

«Per dare seguito a quanto stabilito, Capone e una sua delegazione, si sono recati in Colombia e precisamente a Cùcuta al confine con il Venezuela ,toccando con mano la drammaticità del momento  raccontata per altro da alcuni  italiani presenti ,che vivono da tempo in Venezuela».

Ugl: “Il popolo venezuelano subisce inaudite sofferenze”

«Grazie all’interesse della Ugl e del segretario generale a sostegno del popolo venezuelano – dichiara Ermenegildo Rossi, segretario generale della UGL di Roma e Provincia – abbiamo  ricevuto in questi ultimi giorni, numerosi attestati di stima e di ringraziamento da parte di rappresentanti delle associazioni  italo-venezuelane residenti a Roma e non solo».

«Siamo vicini al popolo venezuelano –  conclude Rossi  –  disponibili a dare tutto il nostro appoggio ai residenti a Roma mandandogli il messaggio che non sono soli. Congiuntamente alla Confederazione, – conclude il segretario – saremo parte  attiva nel dare il nostro contributo affinché  cessino quanto prima le inaudite sofferenze che  questo popolo amico patisce da anni a causa della  prolungata illegittima e anacronistica dittatura».

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