Addio a Bruno Ganz, da angelo sopra Berlino a Hitler a un passo dalla fine

sabato 16 febbraio 14:04 - di Bianca Conte

Per tutti noi italiani Bruno Ganz, l’attore di Zurigo che si è spento la notte scorsa nella sua casa in Svizzera, sarà soprattutto il dolcissimo fioraio di Pane e Tulipani di Silvio Soldini, l’uomo che restituisce dignità e nuova linfa esistenziale alla casalinga depressa e trascurata, che viene dimenticata all’autogrill da marito e figli, e a cui presta volto e spessore interpretativo la brava Licia Miglietta. Indimenticabile il personaggio di Bruno Ganz, capace di declinare volto e espressività, mestiere e ispirazione artistica, al ruolo di un uomo dimesso nella cui vita irrompe questa donna in cerca di riscatto. E proprio per quella sua magistrale interpretazione, calibrata eppure vibrante, l’attore nato in svizzera e naturalizzato tedesco, avrebbe ricevuto nel 2001 il prestigioso Premio del cinema svizzero come miglior interprete…

Addio a Bruno Ganz, l’attore “ispirazione” di Wim Wenders

E attore di rango lo è stato davvero, Ganz, a prescindere da premi e riconoscimenti, come testimoniato da una carriera che, palmares a parte, tra apprezzamenti critici e favore popolare, annovera ruoli come l’angelo Damiel nel Cielo sopra Berlino; Adolf Hitler nel bunker della Cancelleria negli ultimi giorni di vita prima de La caduta; e persino una interpretazione nelle vesti di Giovanni Paolo II, passando per una poetica rivisitazione di Tiziano Terzani e fino ad incarnare cinematograficamente Virgilio nell’horror di Lars von Trier La casa di Jack presentato lo scorso anno a Cannes e che uscirà, postumo, il 28 febbraio. Nato a Zurigo 77 anni fa, Bruno Ganz arriva in Germania nel 1962 dove ha i suoi primi ingaggi al Junges Theater Göttingen e al Theater am Goetheplatz di Brema. Nel 1967 conosce Peter Stein con cui realizza numerosi progetti teatrali. In seguito è assunto allo Schauspielhaus di Zurigo. Una carriera in cotniua ascesa, la sua, che nel corso del tempo, dalla ribalta al set, lo avrebbe portato a lavorare con prestigiosi registi teatrali del calibro di Peter Zadek, Peter Stein, Claus Peymann, Klaus Michael Grüber, Luc Bondy e Dieter Dorn. E al cinema, soprattutto con Wim Wenders, di cui è stato ispirazione e raffinato artigiano al servizio di soggetti non sempre facili da accreditare tra il pubblico in sala.

Dall’angelo sopra Berlino agli ultimi giorni di Hitler

E allora, dalla metà degli anni Settanta si fa conoscere al grande pubblico interpretando numerosi film, tra cui L’amico americano e Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Nel 1991 è accanto a Otto Šimánek nel film Sázka-Die Wette del regista Martin Walz, fino a quando, nel 2004 interpreta Adolf Hitler nel film La caduta, prodotto da Bernd Eichinger. La sua straordinaria interpretazione gli vale una nomination al Premio del cinema europeo nel 2004. sembrte in bilico tra impegno e poesia popolare, Ganz è noto e apprezzato per la sua partecipazione a numerose produzioni nazionali e internazionali, tanto che nel 2017 gli viene stato attribuito il Premio d’onore del cinema svizzero, riconoscimento alla carriera. Una carriera dal prestigioso blasone teatrale e cinematografico entrata di diritto nell’immaginario collettivo.

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