Scaraventa uno sgabello contro il medico: il paziente voleva essere visitato per primo

mercoledì 2 gennaio 9:04 - di Gabriele Alberti

Un’aggressione brutale. E non era la prima volta. Inizia male l’anno per un medico in servizio presso l’ambulatorio di Ortopedia dell’ospedale cittadino di Monopoli. L’uomo aveva chiesto gentilmente a  un paziente che pretendeva di essere visitato per primo di attendere il suo turno, ma è stato preso a calci e pugni dall’aggressore, noto frequentatore del Pronto Soccorso del nosocomio.

Calci e pugni al medico

Mentre la vittima si recava in ambulatorio con una signora per fornirle alcune informazioni, l’aggressore ha iniziato ad alzare la voce e ad offendere pretendendo di essere visitato per primo. Invitato a sostare nel corridoio, il paziente è entrato di corsa nella stanza dove il medico discuteva con un suo collega – quest’ultimo aveva già allertato la Polizia – lo ha fatto cadere a terra con tutta la scrivania, per poi prenderlo a calci e pugni. L’intervento del personale ausiliario ha evitato che fosse colpito anche con un pesante sgabello. L’uomo si è dato alla fuga.

L’appello dell’Ordine dei medici

Non era la prima volta che l’uomo sfogasse la sua violenza  sul personale dell’ospedale. Qualche mese prima aveva minacciato una dottoressa. Ora il medico è ridotto male. Ha riportato un trauma toracico con la rottura di due costole, una ferita al labbro superiore, escoriazioni al volto e alle braccia, oltre a uno stato di ansia generalizzata. Dura la replica di Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri:

“I medici sono sempre in prima linea in una guerra che non conosce tregue. Abbiamo chiesto al Governo interventi urgenti che auspichiamo siano messi in atto con il nuovo anno. Noi però non possiamo più aspettare: proporrò al Comitato Centrale di istituire un fondo per costituirci parte civile in tutti i processi contro i medici vittime di aggressioni.  Diciamo basta alla violenza contro i medici, firmiamo tutti insieme l’armistizio di questa stupida e insensata guerra, nella quale i medici soccombono sotto il fuoco amico dei loro stessi pazienti e sotto lo sguardo inerme e indifferente delle istituzioni”.

 

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