L’inversione a U di Beppe Grillo: ora è pro-Vax. E va a braccetto con Renzi (video)

giovedì 10 gennaio 13:07 - di Sveva Ferri

È riuscita a Roberto Burioni, medico diventato famoso per le sue battaglie contro le fake news in ambito scientifico e in particolare riguardo ai vaccini, l’impresa di mettere d’accordo Beppe Grillo e Matteo Renzi. Entrami hanno sottoscritto il suo “Patto trasversale per la scienza”, contro qualsiasi forma di «pseudomedicina o pseudoscienza», dal negazionismo dell’Aids all’antivaccinismo. A darne notizia è stato lo stesso medico sulla sua pagina Facebook e sul nuovo sito medicalfacts.it, creato proprio per cementare le battaglie contro la disinformazione scientifica.

L’inversione a U di Beppe Grillo

«Oggi sono molto contento, perché due persone rivali e distanti sono d’accordo sul fatto che non possiamo permetterci di buttarla via», ha scritto Burioni, dopo aver citato una frase di Albert Einstein, che recita: «La scienza, al confronto con la realtà, è primitiva e infantile. Eppure è la cosa più preziosa che abbiamo». Lo stesso Grillo ha rilanciato la notizia sul suo blog personale e sulla sua pagina Facebook, citando passaggi testuali del Patto, fra i quali anche quello che avverte che «il progresso della scienza deve essere riconosciuto come un valore universale dell’umanità e non può essere negato o distorto per fini politici e/o elettorali». Il risultato ottenuto da Burioni segna dunque la definitiva abiura da parte di Beppe Grillo di posizioni che hanno fortemente condizionato anche la politica del M5S. Benché negli ultimi anni, infatti, l’ex capo pentastellato si sia progressivamente ricollocato su posizioni più aperturiste, nessuno dimentica sia il suo passato di sostenitore dell’inutilità dei vaccini sia il sostegno tributato ai no Vax dal M5S all’epoca in cui lui ne era ancora il leader indiscusso. Un terreno sul quale, per altro, non sono mancati scontri frontali con lo stesso Renzi.

La rivolta della base Cinquestelle

La svolta di Grillo è stata salutata con entusiasmo dalla senatrice pentastellata Elena Fattori, da sempre no-Vax e, per questo, spesso finita in rotta di collisione con il suo stesso partito. «Beppe è un grande», ha commentato, aggiungendo che «da tempo ha segnato il cambio di passo». «Grillo all’epoca prese posizioni antiscientifiche perché c’erano eminenti scienziati che le sostenevano… Ora da tempo è in contatto con scienziati di livello», è stata poi la giustificazione di Fattori, per la quale anche Luigi Di Maio farebbe bene a sottoscrivere il patto di Burioni, perché «il manifesto è un “patto trasversale” quindi sarebbe un bene che fosse sottoscritto da tutti i maggiori esponenti politici. La scienza non deve avere bandiere». Ma per Di Maio potrebbe non essere così semplice. Il post con cui Grillo annunciava la sua svolta pro-scienza, infatti, è stato accolto in rete da una valanga di insulti da parte della base Cinquestelle, che ha spaziato dall’accusa di essersi venduto alle lobby farmaceutiche alla promessa di «non votare mai più per il Movimento».

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