Libia destabilizzata dalla Francia? «Si, iniziò con l’eliminazione di Geddafi»

martedì 22 gennaio 17:06 - di redazione

“E’ chiaro che l’ingerenza della Francia è stata assolutamente drammatica per il continente africano”. Jordan Bardella, capolista alle Europee per il Rassemblement National, commentando le dichiarazioni del M5S sul colonialismo francese, non ha dubbi e rincara la dose. “Nel 2017, Marine Le Pen esortava ad applicare ai nostri partner africani il principio di non ingerenza. Alla base del nostro progetto internazionale si trova una vera politica di co-sviluppo con i paesi d’Africa, con priorità sulle questioni d’istruzione e sicurezza, nello stretto rispetto della sovranità degli Stati”, ha infatti spiegato Bardella. Che anche sulla questione libica ha dato una risposta non convenzionale. La destabilizzazione della Libia? E’ iniziata con l’intervento militare del 2012 avviato dall’allora presidente francese Nicolas Sarkozy, ha sostenuto Bardella facendo riferimento anche alle accuse di Salvini alla Francia. “Ci ricordiamo dell’operazione di destabilizzazione della Libia condotta da Nicolas Sarkozy con il sostegno di Francois Hollande, questo paese -ha detto- è diventato il crocevia delle milizie islamiste e delle mafie dei trafficanti”. Infine, i terroristi che vivono da decenni tranquillamente in Francia: “E’ assolutamente inaccettabile che la Francia continui a proteggere persone che hanno le mani insanguinate” ha chiarito il 23enne capolista di origine italiana del partito della Le Pen. Che poi, alla domanda se Parigi debba consegnare all’Italia gli ex terroristi che si sono rifugiati in Francia ha risposto: “Il nostro paese è stato troppo duramente toccato dal terrorismo, soprattutto islamista, in questi ultimi anni perché si possa continuare ad essere un rifugio per chi ha ucciso degli innocenti”.

 

 

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