E ora scoppia in tutta Europa la moda dei “gilet”: gialli, azzurri, arancioni, rossi…

sabato 12 gennaio 19:36 - di antonio pannullo

Tutte le mode, si sa, sono contagiose: soprattutto quelle che hanno successo e che sono mediaticamente efficaci. E’ dal tempo della meteora-forconi che non si vedeva nulla di simile ai gilet gialli francesi. Dopo le esternazioni positive del vicepremier italiano Luigi Di Maio, è ovviamente scattata la macchina del fango mediatica contro i gilet gialli, visti come un’altra espressione del sovranismo internazionale. Più prudente l’altro vicepremier, Matteo Salvini, che si è genericamente espresso con un’approvazione alle rivendicazioni giuste ma no a quelle violente. E anche oggi i gilet gialli hanno infuocato la Francia, con marce, dimostrazioni, scontri, arresti, danneggiamenti. E’ chiaro che dentro ai gilet gialli c’è un po’ di tutto, come capita nei movimenti spontanei e vasti, ma il minimo comun denominatore è la protesta sociale ed economica. Già da qualche settimana, comunque, i gilet hanno travalicato i confini della Francia, per approdare persino nella compassata Inghilterra, che in genere non apprezza le novità provenienti d’Oltremanica, e addirittura in Italia. A pochi giorni dal voto decisivo per l’accordo della Brexit, scendono infatti in piazza anche a Londra i gilet gialli per chiedere la fine di misure di austerity e nuove elezioni in vista della prossima uscita del Regno Unito dalla Ue. Indetta dalla People’s Assembly Against Austerity, l’assemblea del popolo contro l’austerity, la manifestazione ha visto la partecipazione di 5mila-10mila persone, secondo gli organizzatori. Alla manifestazione di Londra ha partecipato anche una delegazione di gilet gialli francesi. “Tutti i Paesi europei devono unirsi in questa battaglia contro l’austerity”, ha detto Erick Simon, uno degli esponenti del movimento di protesta nato lo scorso novembre in Francia.

In Italia i gilet sono azzurri e arancioni

Spostandoci in Italia, e a proposito dei Forconi, apprendiamo che “su iniziativa del Movimento Politico Popolare Programma 101 incontriamo a Roma, sabato prossimo, due dei protagonisti della prima ora, insieme ad altri, della sollevazione popolare in atto in Francia: Veronique Rouille e Yvan Yonnet. Solidarietà ai vicini d’Oltralpe in un interessante confronto tra quanto sta accadendo in Francia con l’europeista Macron, e la realtà di casa nostra con i giallo-verdi alle prese con la prova di Governo”. Lo dice Mariano Ferro, leader del movimento dei Forconi siciliani. Cambiando il colore dei gilet, la protesta non cambia: mentre imperversa la tumultuosa protesta dei gilet gialli contro il governo Macron, che sta mettendo a ferro e a fuoco la Francia da Parigi a Marsiglia, in Italia si fa sentire la più pacifica protesta dei gilet arancioni, ossia migliaia di agricoltori e olivicoltori pugliesi, che protestano contro “l’immobilismo del governo nazionale e della Regione Puglia”. Tra le richieste più urgenti il riconoscimento dello stato di calamità naturale dopo le gelate del febbraio 2018, interventi mirati e decisi contro la Xylella e lo sblocco delle risorse del Piano di sviluppo rurale impantanato tra mille rivoli burocratici. E non manca il colore rosso: contro le violenze delle proteste dei gilet gialli, il 27 gennaio manifesteranno a Parigi i “foulard rossi” che vogliono difendere le istituzioni della repubblica francese. Anche questo movimento, di cui scrive Le Figaro, è nato suo social, in quella stessa Francia profonda della provincia di cui i gilet gialli dicono di essere l’espressione. Lo scorso 10 dicembre, dopo l’intervento del presidente Emmanuel Macron sulle proteste, tale Laurent, un ingegnere di Tolosa, ha lanciato la pagina Facebook : “Gilet gialli, ora basta”, presto diventata virale. Laurent, che è un simpatizzante di Macron, spiegava di non essere contro i gilet gialli ma di voler contrastare la deriva estremista e violenta del movimento. Ma l’emulazione più spettacolare è in Italia, e l’ha lanciata Silvio Berlusconi, che si conferma un genio della comunicazione: “Nel mese di gennaio Forza Italia porterà nelle piazze la protesta dei gilet azzurri, quelli che avete già visto in Parlamento. Lo slogan della nostra protesta sarà: Giù le mani dall’Italia che lavora e che produce. Giù le mani dalle pensioni. Giù le mani dal non-profit. Basta tasse!’. Lo ha annunciato Sestino Giacomoni, coordinatore dei coordinatori regionali e membro del comitato di presidenza di Forza Italia, in una dichiarazione ai tg. “La nostra – assicura – sarà sempre una protesta costruttiva, accanto al problema proporremo sempre la soluzione, così come abbiamo fatto il 29 dicembre, presentando, come gruppo parlamentare di Forza Italia, la proposta di legge per cancellare l’odiosa tassa sulla bontà, messa dal governo del cambiamento, in sede di approvazione della manovra”. In verità i gilet gialli sono sbarcati anche in Svizzera, ma il Paese è refrattario alle novità e ai cambiamenti: in piazza a Berna qualche giorno fa sono scesi in piazza una cinquantina di gilet gialli, molto pacifici: tanto che a controllarli c’erano appena due poliziotti.

Jean-Marie Le Pen: ma i gilet gialli sono poujadisti…

Interessante su questo fenomeno l’opinione sui gilet gialli di un grande vecchio della politica e della mobilitazione: Jean-Marie Le Pen, che ha individuato una “somiglianza” tra il Poujadismo, il movimento a cui ha partecipato nel 1950 e i gilet gialli, anche se non hanno né un capo né uno slogan, eccetto un ostilità comune a Emmanuel Macron. “Il movimento dei gilet gialli probabilmente tocca sfondi abbastanza simili” a quelle del movimento di Pierre Poujade in difesa dei commercianti e artigiani (1953-1958), che sono la “classe media popolare”, ha detto il co-fondatore del Front National, sottolineando che, a differenza del Poujadismo “nato dall’iniziativa di un uomo”, “i gilet gialli non hanno nessun leader, nessun parola d’ordine”. “L’unico leader del movimento è il giubbotto, che permette l’unità e i risultati, data la molteplicità e la divergenza di alcuni elementi del programma, è l’ostilità per Macron. Questo è il punto unità di tutti questi i manifestanti, che mostrano una determinazione, una risoluzione, una volontà piuttosto notevole “, ha detto il politico 90enne. Jean-Marie Le Pen ha fatto la sua prima campagna elettorale proprio sotto i colori del Poujadismo, dove era responsabile dei giovani. Nel 1956, all’età di 27 anni, divenne il più giovane membro dell’Assemblea nazionale francese, eletto per Unione e Fraternità Francese, appunto il partito di Pierre Poujade.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 13 gennaio 2019

    Una semplice mossa per far ripartire l’economia, vendere gilet indipendentemente dal colore, chi l’avrebbe mai detto! Ma, non è che ci sia lo zampino delle coop?

  • lucia 13 gennaio 2019

    Certo che vedere i/le: Brunetta, Gasparri, Polverini, Gelmini…. in “gilet”…. NON HA PREZZO !!!! Ahahahahahah

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