Cuoco con la “passione” della marijuana: la nascondeva nei barattoli della cucina

martedì 8 gennaio 14:18 - di Aldo Garcon

Un giovane cuoco con la passione per la marjuana è stato arrestato per coltivazione e spaccio: in casa è stato sorpresi con 800 grammi di marijuana che sono stati sequestrati. Un 23enne italiano, che viene descritto come di ottima famiglia e senza problemi economici, ma con una passione verso il variegato universo della canapa indiana, è stato arrestato dai carabinieri di Lucca per il reato di detenzione, coltivazione e spaccio di sostanza stupefacente. Nella sua abitazione i militari hanno recuperato 800 grammi di marijuana, già confezionata in numerosi barattoli. Un suo amico di 26 anni, apprendista idraulico, è stato denunciato in stato di libertà per il medesimo reato. I due giovani erano stati controllati poco prima da una pattuglia dei carabinieri, mentre si trovavano a bordo della loro autovettura. Occultato sul mezzo, i militari hanno rinvenuto un pacchetto di sigarette contenente alcuni grammi di marijuana e di hashish.

Cuoco conserva la marijuana in cucina

Nel bagagliaio del veicolo erano invece conservati alcuni sacchi di terriccio e diverse confezioni di semi di canapa indiana. Ritenendo che potessero essere dediti alla coltivazione della sostanza, i carabinieri hanno deciso di approfondire il controllo e nel corso della perquisizione domiciliare alla quale entrambi venivano sottoposti, a casa del 23enne, è stato recuperato un ingente quantitativo di marijuana, in parte essiccata all’interno di cassette in legno, in parte triturata all’interno di sacchetti di plastica, in parte conservata in barattoli di vetro, ciascuno dei quali etichettato con una dicitura diversa. “Solamente” dieci grammi di hashish e tre di marijuana invece sono stati invece recuperati a casa dell’amico 26enne. Il 23enne cuoco, che ha evidenziato una particolare competenza tecnica oltre che interesse per la coltivazione e lo studio della canapa indiana, è stato arrestato. Nei suoi confronti, contestualmente all’udienza di convalida, è stato celebrato il processo con rito direttissimo.

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