Strasburgo, caccia al terrorista armato con 700 agenti. Allarme anche in Italia

giovedì 13 Dicembre 10:31 - di Monica Pucci

Sono in tutto 720 gli agenti mobilitati in Francia per trovare l’attentatore di Strasburgo. E’ caccia all’uomo in tutta Europa in seguito all’attacco avvenuto martedì sera in pieno centro a Strasburgo. A che in Italia le forze dell’ordine sono state allertate con foto identikit soprattutto per controllo sui treni del terrorista dell’Isis in fuga. Cherìf Chekatt è scappato a bordo di un taxi e al conducente ha svelato anche i motivi del suo gesto, che hanno causato tre morti: «Ho voluto vendicare i fratelli siriani». Dopo la sparatoria il 29enne è fuggito salendo su un taxi per scendere nel quartiere di Neudorf, dove è sfuggito a un primo blitz della polizia. E’ stato il conducente a riferire più tardi alla polizia che il killer è ferito a un braccio. Al tassista avrebbe anche detto – secondo quanto scrive Le Parisiendi aver “ucciso per vendicare i fratelli morti” in Siria. I dubbi a questo punto sono ancora: Chérif è riuscito a oltrepassare il confine della Francia verso la Germania? O verso l’Italia per cercare un varco verso il Medio Oriente?  Nella sua fuga è solo o con lui c’è un complice? Nel frattempo a Strasburgo sono stati fermati il padre, la madre e due fratelli dell’attentatore. La polizia ha diffuso ieri sera la sua foto chiedendo a chiunque abbia informazioni sul suo conto di chiamare il numero 197. Sempre secondo Le Parisien, uno dei due fratelli, di nome Sami, apparterebbe alla rete degli estremisti salafiti di Strasburgo.

LE VITTIME – Il drammatico bilancio dell’attacco, come riferito dal procuratore di Parigi Remi Heitz, è di due vittime: un 45enne francese e un turista thailandese della stessa età. Il primo era un cliente del ristorante La Stub, in rue de Samon, dove era andato a bere un aperitivo insieme alla moglie e al figlio. Jonathan, cameriere del locale, ha raccontato che l’uomo ha pagato e poi è uscito, mentre la moglie e il figlio andavano in bagno. A quel punto è arrivato l’attentatore, che ha aperto il fuoco contro di lui, prima di fuggire, uccidendolo. La seconda vittima identificata era a Strasburgo in vacanza con la moglie da lunedì e da giovedì avrebbero dovuto trasferirsi a Parigi. C’è, poi, una terza persona in stato di morte cerebrale. I feriti – tra i quali c’è anche Antonio Megalizzi, il giornalista 28enne – sono 12, di cui 6 molto gravi. «Ce lo siamo trovato di fronte. Quell’uomo si è fermato, si è appoggiato al muro e ha preso la mira puntandoci la pistola alla testa. Era freddo, lucido», è la ricostruzione dei momenti di terrore vissuti da Caterina Moser e Clara Stevanato, le due colleghe e amiche di Antonio. Le due ragazze, a chi ha avuto modo di sentirle, hanno raccontato che la sera della strage erano con il 28enne e con un altro ragazzo polacco. Hanno raccontato di essersi trovate di fronte il terrorista all’improvviso. Quando hanno visto l’uomo che gli puntava la pistola sono scappate ma un colpo ha raggiunto Antonio.

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